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No Tav: la rinascita di una comunità

No Tav: la rinascita di una comunità

di Cristina Giordano e Filippo Proietti

Il movimento No Tav non ha avuto un ruolo fondamentale solo nella storia del contestato progetto, ma è stato anche la colonna portante della rinascita della Val di Susa. Roberto Bui, in arte Wu Ming 1, ci spiega perché.

Ieri (22 settembre) a Saint Martin La Porte nella regione francese della Savoia, si è tenuta la cerimonia ufficiale per l’avvio dei lavori del primo troncone della cosiddetta “galleria geognostica” della Tav. Si tratta di un tunnel di nove chilometri che servirà a raccogliere informazioni sulle caratteristiche del terreno. Il progetto della Tav (Treno Alta Velocità) recentemente approvato dal parlamento italiano è stato, fin dagli albori, accompagnato da forti contestazioni.

Roberto Bui, in arte Wu Ming 1, ha dedicato al movimento No Tav un libro, “Un viaggio che non promettiamo breve. 25 anni di lotte No Tav” (Einaudi). Bui ha presentato il frutto delle sue lunghe ricerche sul campo lo scorso fine settimana (20 e 21 settembre) a Berlino, durante il convegno “Citizens of evidence” del Disruption Network Lab. La storia del movimento No Tav, racconta Wu Ming 1 ai nostri microfoni, è la storia della rinascita della comunità in Val di Susa, risorta nell’associazionismo e nelle lotte sindacali.

Stand: 23.09.2019, 18:15