No ai respingimenti in Italia

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 30.07.2021 05:49 Min. Verfügbar bis 30.07.2022 COSMO


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No ai respingimenti in Italia

di Cristina Giordano

Un caso giuridico mette in discussione le politiche migratorie europee e rischia di incrinare i rapporti tra Italia e Germania. La sentenza di un tribunale tedesco dà ragione a due migranti che non verranno rimpatriati in Italia, perché non verrebbero loro garantiti i "bisogni essenziali" di vitto e alloggio.

Oberverwaltungsgericht im Land NRW in Münster

L'Oberverwaltungsgericht del Land NRW a Münster

I casi

Il Tribunale amministrativo regionale del Nordreno-Vestfalia (Oberverwaltungsgericht für das Land NRW) si è espresso su due casi. Il primo è relativo a un migrante somalo, di 28 anni, la cui domanda di asilo era stata respinta dall'Ufficio federale tedesco per la migrazione. Il motivo è che aveva già ottenuto la protezione internazionale in Italia. Il ricorso del giovane somalo (al tribunale di Münster) era stato respinto.

Il secondo caso riguarda un migrante del Mali, 25 anni, il quale si è visto respingere la richiesta di asilo in Germania perché aveva già inoltrato la domanda in Italia. Il tribunale di Minden aveva accolto il suo ricorso, con la motivazione che, mentre l'Italia si apprestava a valutare la sua richiesta, il giovane maliano, non aveva un alloggio. Qui è lo Stato tedesco (ovvero l'Ufficio federale per la migrazione) ad essersi appellato a questa decisione del tribunale.

La sentenza

In entrambi i casi il Tribunale amministrativo regionale del Nordreno-Vestfalia ha riconosciuto ai due migranti il diritto a richiedere l'asilo in Germania. I giudici tedeschi hanno visto nel rimpatrio in Italia un serio pericolo per i due migranti a "trattamenti disumani e degradanti" – così scrivono i giudici.

Lavoro e alloggio

A pesare sul piatto della bilancia dei giudici tedeschi è stata la concreta difficoltà per i due giovani a trovare un alloggio in Italia. Così Dirk Rauschenberg, giudice e portavoce del Tribunale amministrativo regionale del Norderno-Vestfalia:

«Il tribunale non ha visto la possibilità per i due migranti di accedere al mercato immobiliare o ottenere un domicilio popolare. Anche per i centri di accoglienza non c'era possibilità.»

A questo, si aggiunge la difficoltà a trovare un posto di lavoro. Sia per l'alto tasso di disoccupazione – oltre il 30% per i giovani – scrivono i giudici tedeschi, che per l'aggravarsi della crisi dovuta alla pandemia, aggiunge il giudice Rauschenberg, che ai nostri microfoni spiega:

«In questa situazione si aggiunge la pandemia, entrambi non hanno accesso al mercato del lavoro, non hanno una specifica qualifica e non parlano l'italiano».

I rischi

Inoltre le case popolari e i sussidi sociali, vengono concessi in Italia solo dopo periodi minimi di residenza. Criteri che non avevano i due ragazzi. Il giudice Rauschenberg ricorda inoltre il rischio che in assenza dell'accesso al mondo del lavoro, i due giovani, in caso di respingimento in Italia, possano finire nelle maglie dell'illegalità. Per questi motivi non è possibile respingere la loro richiesta di asilo in Germania e rimpatriarli in Italia. I due migranti potranno, quindi, presentare regolare richiesta d'asilo in Germania.

L'Italia non garantisce «i bisogni essenziali» ai migranti.

Una sentenza importante, perché si impedisce il respingimento in Italia di due ragazzi giovani, in età da lavoro, e non «particolarmente fragili» secondo il diritto internazionale d'asilo. È questa l'opinone di Karl Kopp di Pro Asyl Europa che vede in questa sentenza anche un chiaro messaggio indirizzato alla politica tedesca. Questa e altre sentenze passate possono così spingere la politica sulla strada delle riforme.

Rischi reali?

Il rientro dei cosiddetti «dublinati» in Italia è particolarmente difficile sostiene Erminia Rizzi, avvocata per l'Associazione Studi giuridici immigrazione:

«La situazione che si ritrovano a vivere non è tra le più semplici. Per quanto riguarda la mia esperienza, mi sono trovata a seguire diversi casi di persone, anche donne, e nuclei famigliari con bambini che all'arrivo in Italia non hanno ricevuto alcuna accoglienza.»

Erminia Rizzi aggiunge inoltre che quando l'accoglienza c'è, si tratta spesso di un alloggio per pochi giorni. I migranti vengono quindi spesso lasciati allo sbando, senza tutele. Il rischio che queste persone finiscano ai margini della società è altissimo. Tra i molti rischi, Erminia Rizzi ricorda che per molti di loro, l'unico alloggio che riescono a trovare è nelle cosiddette "baraccopoli", come ad esempio quelle che si trovano nelle campagne pugliesi.

Stand: 30.07.2021, 18:30