'Ndrangheta: la conquista d'Europa

'Ndrangheta: la conquista d'Europa

di Cristina Giordano e Paola Fabbri

Quanto le cosche calabresi sono riuscite ad ampliare il loro raggio d'azione in Europa? E a che punto è la legislazione in Ue? Il nostro approfondimento speciale con le interviste al procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, e all'eurodeputata Laura Ferrara (M5S).

Polizeieinsatz in Duisburg

Perquisizioni della polizia a Duisburg

L'operazione "Pollino" (5.12.18) con 90 arresti tra Italia, Germania, Olanda, Belgio e Sud America ha inferto un duro colpo alla 'Ndrangheta, fermando boss tra cui Giovanni Giorgi, punto di riferimento in Germania delle cosche di San Luca, Pelle-Vottari e Romeo. Eppure il procuratore capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri ai nostri microfoni dice: "Non ci illudiamo, l'operazione Pollino non ha inferto un colpo mortale alla 'Ndrangheta". Si tratta di un'operazione che tuttavia segna un passo in avanti importante nella lotta alle cosche calabresi, perché frutto di un lavoro investigativo che per la prima volta ha agito attraverso una squadra europea comune (Joint Investigation Team) nata due anni fa – spiega Bombardieri. Ancora una volta, anche in quest'ultima inchiesta che va sotto il nome di "European 'Ndrangheta Connection" emergono i nomi di membri appartenenti alla cosca Pelle-Vottari, coinvolta nella strage di Duisburg di Ferragosto del 2007: gli arresti seguiti alla strage non avrebbero dovuto ostacolarla? "La 'Ndrangheta ha una capacità fenomenale di rigenerarsi", spiega Bombardieri, "Non a caso vediamo che ci sono sempre più soggetti giovani. Le nuove leve di questi casati di 'Ndrangheta ripetono le gesta di 'ndranghetisti che magari sono in carcere, detenuti".

 Giovanni Bombardieri

Il procuratore Giovanni Bombardieri

Il nord Europa non è più solo l'Eldorado dove la 'Ndrangheta investe e ricicla il denaro proveniente dalle attività criminali, ma è sempre più scelto dalle cosche calabresi che qui possono agire indisturbate. Mentre un tempo il porto di Gioia Tauro era considerato la porta d'ingresso delle sostanze stupefacenti in Europa, negli ultimi anni – aggiunge il procuratore Bombardieri – i porti di destinazione dei traffici di droga si sono spostati a nord, ad esempio su Anversa, dove la droga viene successivamente stoccata e distribuita in altri paesi europei, arrivando anche in Germania e in Italia.

Ascolta l'intervista a Laura Ferrara

COSMO Radio Colonia - Beitrag | 14.12.2018 | 05:18 Min.

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Laura Ferrara (M5S)

Laura Ferrara (M5S)

A fronte di una maggior internazionalizzazione della 'Ndrangheta, oltre alla cooperazione tra le forze di polizia europee, diventa sempre più urgente una normativa comune antimafia – aggiunge l'europarlamentare Laura Ferrara (M5S), che subito dopo l'operazione "Pollino" ha inviato una lettera al commissario per la sicurezza Julian King, per sollecitare una proposta legislativa che riprenda il modello italiano del provvedimento "416 bis", ovvero il reato di associazione mafiosa, ancora assente in diversi paesi europei. "È estremamente importante" dichiara Ferrara ai nostri microfoni: "Perché questo permetterebbe di contrastare la mafia a livello europeo visto che ha un modus operandi che ha pervaso l'intera Europa".

Molti paesi europei – aggiunge Ferrara – sono tuttavia refrattari a introdurre un simile provvedimento: "O si tratta di una difficoltà a comprendere la natura estremamente pericolosa della mafia, oppure c'è del dolo". Tra i paesi che frenano, Ferrara segnala Olanda e Germania: "Viene da pensare che la mafia forse sia un’attività che fa circolare capitali nelle economie locali. Abbiamo visto come vengano reinvestiti i proventi in attività commerciali all'estero", e per questo, forse, non si interviene a livello legislativo, aggiunge Ferrara.

Stand: 14.12.2018, 18:30