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Lavorare in Germania dopo la pandemia

COSMO italiano 02.05.2022 19:00 Min. Verfügbar bis 02.05.2023 COSMO Von Francesco Marzano


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Lavorare in Germania dopo la pandemia

Stand: 02.05.2022, 18:00 Uhr

A cura di Francesco Marzano, Cristina Giordano e Cristiano Cruciani

Disoccupazione scesa ai livelli pre-pandemia e tra le più basse in Europa. Il mercato del lavoro in Germania ha retto la crisi e si è ripreso, ma restano problemi strutturali, come la mancanza di manodopera specializzata: il punto di Cristina Giordano. Com’è la vita di un rider a Berlino? La testimonianza di Mattia. E infine l’analisi di Evelyn Räder della confederazione dei sindacati tedeschi DGB sulle chance di lavoro per i profughi ucraini.

Rider, Fahrradkurier, Deutschland

Rider in Germania

Il Primo Maggio in Germania

Dopo due anni di proteste virtuali, il 1° maggio la Confederazione tedesca dei sindacati DGB è tornata a portare in piazza i lavoratori. Sotto il motto "GeMAInsam Zukunft gestalten" (dare forma al futuro insieme), si sono tenute manifestazioni a Berlino, Lipsia, Kassel, Francoforte sul Meno, Colonia e tante altre città. Uno dei maggiori argomenti è stata la guerra in Ucraina, ma sui palchi si è parlato anche di trasformazione digitale ed ecologica.

Il mercato del lavoro tedesco è solido?

Nell’anno in cui l’Agenzia del Lavoro (Bundesagentur für Arbeit) compie 70 anni, la disoccupazione in Germania resta a un tasso mediamente basso, pari a 5,1% secondo i dati di marzo. Giusto per fare un confronto, in Italia il dato di marzo è pari all’8,3% (dati Istat).

Nei Länder dell’est la disoccupazione resta sempre più alta che ad ovest (6,6% contro 4,8%). Ma il livello di disoccupazione sarebbe tornato al periodo pre-pandemia, quando la crisi aveva costretto alla chiusura molte attività. C’è quindi stata chiaramente una ripresa ma bassa disoccupazione non significa un mercato del lavoro senza problemi.

Problemi del mercato del lavoro tedesco

Ci sono problemi dovuti all’attuale congiuntura economica ed altri strutturali. Oggi il problema principale per molte attività è l’elevato costo dell’energia e quello di alcune materie prime. Costi che si ripercuotono sulla stabilità delle attività economiche e del mercato del lavoro e che potrebbero portare le aziende a utilizzare alcune misure di sostegno come il “Kurzarbeit”, simile alla cassa integrazione italiana.

Una misura che durante la pandemia ha salvato centinaia di migliaia di posti di lavoro grazie a investimenti miliardari (circa 44 miliardi di euro). In questo momento a soffrire sono soprattutto settori come quello delle costruzioni.

Ci sono poi problemi strutturali noti da tempo, come ad esempio la mancanza di manodopera altamente specializzata che si è avvertita ancor di più in questi ultimi anni di pandemia, in cui è diminuito l’arrivo di stranieri specializzati dall’estero, soprattutto dai paesi non-europei (India, Turchia, Cina).

E sempre sulla manodopera specializzata, la conferma arriva da un recente studio dell'Istituto dell'economia tedesca (IW), il quale dice che in Germania il 40% dei posti disponibili di “Ausbildung”, cioè di apprendistato, rimangono vacanti. Tra i posti meno desiderati: macellai, idraulici, impiegati nella ristorazione o nelle costruzioni.

Un dato che visto accanto allo stop di iscrizioni a corsi universitari conferma il trend dell’aumento anche in Germania del numero di «NEET», ragazzi tra i 15 e i 19 anni che non studiano e non lavorano.

I nodi cruciali: sanità e logistica

Altri problemi riguardano invece alcuni settori in cui le condizioni di lavoro sono precarie da tempo. In primis il settore sanitario messo a dura prova dalla pandemia. Non a caso il sindacato Verdi a partire da oggi (2 maggio) ha indetto scioperi in sei ospedali universitari del Nordreno-Vestfalia per il rinnovo del contratto collettivo.

Gli scioperi di avvertimento potrebbero durare fino alla fine della settimana e riguardano gli ospedali universitari di Bonn, Düsseldorf, Essen, Colonia, Münster e Aquisgrana. Il ministero della Salute del Land si è detto pronto a sedersi al tavolo delle trattative, ma ad oggi non sembrano esserci novità.

Difficoltà anche per il settore della logistica. Anche qui i lavoratori di Amazon hanno iniziato da oggi (2 maggio) a scioperare in alcune sedi in Germania per una paga più alta e per avere più trasparenza nella gestione della privacy.

In particolare il sindacato Verdi chiede che venga reso noto se Amazon effettui registrazioni video e audio durante l’orario di lavoro, o raccolga informazioni sui lavoratori sui social media, per sondare la loro posizione rispetto all’azienda o sulla loro adesione al sindacato. Una gestione dei dati che, secondo Verdi, potrebbe violare alcune norme europee.

Gli scioperi sono iniziati nei centri di distribuzione di Bad Hersfeld, Coblenza, Lipsia, Rheinberg, Graben e Werne. Si prevedono 2.500 partecipanti e interruzioni dei processi aziendali a più riprese. Dal 2013, Verdi sta lottando affinché venga riconosciuto ai lavoratori di Amazon in Germania il contratto collettivo per il settore della vendita al dettaglio e per corrispondenza. Amazon invece insiste nel pagarli come lavoratori della logistica – dove ci sono paghe più basse.

Il salario minimo

La coalizione semaforo di Spd, Verdi e Fdp lo aveva inserito già nel contratto di coalizione e c’è l’accordo di maggioranza per portare il salario minimo a 12 euro all’ora lordi, il consiglio dei ministri (Kabinett) si è accordato su un disegno di legge. A fine aprile è iniziato il dibattito al Bundestag, ma non è ancora stato votato. La Confederazione dei datori di lavoro (BDA) è fermamente contraria e sta considerando di portare la causa in tribunale. Con la motivazione giuridicamente controversa, che lo stato non possa intervenire per regolare il mercato del lavoro. Un ostacolo che potrebbe far slittare l’introduzione del salario minimo al 2023.

Con l’aumento del salario minimo dovrebbe salire anche il tetto massimo per i Mini-Job da 450 a 510 euro. Secondo alcuni studi (tra cui Hans-Böckler-Stiftung), tra i 50 mestieri che potrebbero approfittarne ci sarebbero fioristi, panettieri parrucchieri, impiegati di diversi settori. 

Vita da rider a Berlino

Mattia, rider a Berlino, fa parte del collettivo "Khora" da marzo 2020. Un gruppo di rider che ha deciso di gestirsi in autonomia. La pandemia ha dato una spinta al settore delle consegne a domicilio, ma le condizioni di lavoro non sono andate di pari passo. Grazie ad alcune sentenze oggi i rider in Germania possono essere assunti, e questo garantisce più tutele dal punto di vista dei diritti, ma le aziende spesso si affidano a subappalti e a contratti a tempo, della durata di pochi mesi.

Lavoro ai profughi ucraini: come?

Flüchtlinge Ukraine, Deutschland, Erfurt

Profughi ucraini a Erfurt

I profughi ucraini in Germania possono inserirsi nel mondo del lavoro abbastanza facilmente dice Evelyn Räder, direttrice del settore che si occupa di politiche del mercato del lavoro per la confederazione dei sindacati tedeschi DGB.

Grazie alla consulenza e mediazione che avviene nei centri di accoglienza, o grazie al supporto della rete civile, molti di loro riescono a trovare un posto di lavoro in settori come l'istruzione, la ristorazione e il settore alberghiero. Oltre alla qualifica ricorda Räder, è però estremamente importante il livello di conoscenza del tedesco.