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La Marcia su Roma vista dalla Germania

COSMO italiano 28.10.2022 22:57 Min. Verfügbar bis 28.10.2023 COSMO Von Francesco Marzano


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La Marcia su Roma vista dalla Germania

Stand: 28.10.2022, 18:00 Uhr

a cura di Francesco Marzano, Giulio Galoppo e Cristina Giordano

100 anni fa, il 28 ottobre 1922, aveva luogo la Marcia su Roma con la quale il fascismo prese il potere. Quel giorno iniziarono gli eventi insurrezionali, che termineranno quattro giorni dopo con l'arrivo delle camicie nere nella Capitale e l'entrata in carica del governo Mussolini che rimarrà al potere per vent'anni, fino al 25 luglio 1943. Giulio Galoppo ripercorre per noi i momenti cruciali che diedero inizio al Ventennio fascista. Con Lutz Klinkhammer, esperto di storia contemporanea, osserviamo lo sguardo tedesco dell'epoca, perché "nulla cambiò nell'ammirazione di Hitler per il suo idolo Mussolini ma i rapporti di forza col tempo cambiarono". Lo storico Francesco Filippi risponde invece alla domanda: quali tracce ha lasciato il fascismo in Italia?

Marsch auf Rom

Un'immagine storica della Marcia su Roma

Gli esordi del fascismo e la Marcia su Roma

Nato nel novembre 1921, anche sotto la spinta dell'impresa di Fiume di Gabriele D'Annunzio, ed entrato, come forza minoritaria, in Parlamento, il partito nazionale fascista si avvale di squadre di azione, protagoniste di episodi violenti ai danni di sedi sindacali, esponenti politici, tipografie e amministrazioni comunali socialiste soprattutto nel centro-nord Italia agricolo e industriale. Nell'ottobre 1922, all'ennesima crisi di governo dell'Italia liberale, quella del governo Facta, incapace di ottenere dai fascisti un patto di pacificazione, Benito Mussolini decide di tentare la presa del potere. Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, in varie città d'Italia vengono occupate prefetture, stazioni ferroviarie e altri centri nevralgici del potere.

Nel frattempo, le camicie nere, sotto la guida di un quadrumvirato composto da Italo Balbo, Cesare De Bono, Michele De Vecchi e Michele Bianchi, si mettono in marcia verso Roma. Mussolini rimane a Milano nei suoi uffici del Popolo d'Italia, in attesa degli eventi. Il dimissionario governo Facta propone lo Stato d'Assedio, un provvedimento che gli assegna pieni poteri per stroncare la rivolta e per affrontare con l'Esercito l'arrivo delle squadre a Roma, mobilitando i prefetti. Il re Vittorio Emanuele III, però, si rifiuta di firmarlo, dando di fatto il via libera alla vittoria politica del fascismo.

A questo punto, Mussolini fa sapere al re che scenderà a Roma per ricevere l'incarico di formare in prima persona un nuovo governo. Mussolini ottiene dal re il consenso a far sfilare le camicie nere, accampate da giorni nelle campagne romane, da piazza del Popolo fino a piazza Venezia, e poi verso il Quirinale. Alcune frange entrano nei quartieri popolari, dando sfogo alla loro furia. Il bilancio è di sette morti.

Il regime fascista, una volta al potere, assume i caratteri di una dittatura e fa della Marcia su Roma un proprio mito fondativo. La data del 28 ottobre viene dichiarata giorno festivo oltre che data di nascita ufficiale del regime fascista.

La Marcia su Roma vista dalla Germania di allora

In questi giorni sono molti gli storici tedeschi che guardano a quei giorni attraverso la lente di ingrandimento della storia tedesca. Cosa si leggeva nei giornali della Repubblica di Weimar 100 anni fa? Cosa pensavano gli esponenti politici di destra e conservatori tedeschi della presa di potere dei fascisti in Italia? Un pericolo o un esempio da imitare? L'analisi è di Lutz Klinkhammer, esperto di storia contemporanea e vicedirettore dell'istituto Storico Germanico di Roma dice "Nulla cambiò nell'ammirazione di Hitler per il suo idolo Mussolini ma i rapporti di forza col tempo cambiarono".

Il fascismo 100 anni dopo

Giorgia Meloni

La neo premier Giorgia Meloni, davanti al simbolo del suo partito

Subito dopo l'insediamento del governo Meloni, la stampa estera ha denominato il neo-governo italiano neofascista e post-fascista. Ieri sera, 27 ottobre, sono comparsi a Roma cartelli e striscioni fascisti, gigantografie di Benito Mussolini con la scritta "100 anni dopo, la marcia continua", mentre oggi, a Predappio, città natale di Mussolini, la fila di nostalgici in camicia nera davanti alla tomba di famiglia del duce era lunga. Il perché di questa resistenza del fascismo italiano lo chiediamo allo storico Francesco Filippi, autore del saggio "Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto in sospeso" (Bollati Boringhieri).