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Come funziona la «Luca-App»?

Ascolta l'intervista a Cristina Giordano

COSMO Radio Colonia - Beitrag 29.03.2021 05:35 Min. Verfügbar bis 29.03.2022 COSMO


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Come funziona la «Luca-App»?

di Cristina Giordano

La app sponsorizzata dalla band hip-hop «Fanta-Vier» piace sempre di più ai Länder, che la vogliono adottare per riaprire in sicurezza musei, teatri, ristoranti e recuperare così la vita sociale persa durante la pandemia. Cristina Giordano spiega vantaggi e svantaggi.

Luca-App, Symbobild

La app "Luca" aiuta nel tracciamento degli spostamenti

Dove nasce «Luca»?

Sviluppata da NeXenio, start up berlinese, in collaborazione con l’istituto di ingegneria informatica Hasso-Plattner, la app «Luca» vanta tra gli investitori e promotori anche diversi volti noti della cultura e della musica, tra cui la famosa band di hip hop tedesca dei «Fanta-Vier». Lo slogan della app che suona come una hit estiva è «Gemeinsam das Leben erleben» ovvero «vivere la vita insieme». L’obiettivo è infatti quello di facilitare il tracciamento degli spostamenti, permettere più libertà rispetto al lockdown e tornare così ad andare a teatro, al ristorante o organizzare una festa privata di compleanno.

Länder entusiasti

Totalmente gratuita per gli utenti, i costi sono sostenuti dai Länder. Il Meclemburgo-Vorpommen ha recentemente acquistato la licenza per 440.000 euro. Ma ci sono anche altri Länder in corsa. La Bassa-Sassonia ha già firmato un contratto. Mentre Assia, Baden-Württemberg, Brandeburgo, Sassonia-Anhalt e Nordreno-Vestfalia si sono detti interessati. Da Norimberga a Rostock, in molte città tedesche la app è già stata testata, con reazioni positive da parte di cittadini e commercianti.

Come funziona «Luca»?

Dopo aver scaricato la app sullo smartphone, si inseriscono i dati personali. Ogni volta che si entra in un ristorante, o in un teatro si scannerizza l'entrata grazie al personale QR-code fornito dalla app. Si evita così di compilare formulari e moduli cartacei richiesti per raccogliere i dati. Nel momento in cui viene confermata un’infezione, l'ufficio sanitario ha a disposizione immediatamente la lista delle persone potenzialmente contagiate in un dato luogo. Parte così il tracciamento, in questo modo più veloce. Sia il cliente che teatri, cinema, ristoranti devono però essere registrati nella app. Così come chi organizza ad esempio una festa privata.

Che differenze ci sono rispetto alla «Corona-Warn-App»?

La «Corona-Warn-App» è arrivata a 26 milioni di download. La app «Luca» a solo un milione. Ma i numeri ci dicono poco. In entrambi i casi non ci dicono quante persone realmente utilizzano la app, ma solo chi l’ha scaricata almeno una volta. Le funzioni di «Luca» potrebbero generare fiducia tra i cittadini, e diffondersi rapidamente.

Sul funzionamento, la «Corona-Warn-App» registra automaticamente (tramite bluetooth) i contatti tra tutti coloro che l'hanno installata. Avvisando di un contatto a rischio. Ma se non si inserisce il risultato di un test positivo, i contatti non ne vengono a conoscenza. Manca inoltre una funzione essenziale, che è invece quella che offre «Luca», ovvero la registrazione nei negozi e nei luoghi pubblici.*

«Luca» infatti ha un funzionamento «attivo». Funziona come una sorta di check-in volontario ogni volta che si entra in un ristorante o si assiste a uno spettacolo. Si eliminano così formulari e moduli cartacei utili a raccogliere i dati. A informare di un possibile contagio non è la app, ma è l’ufficio sanitario (Gesundheitsamt). «Luca» è pensata come supporto e non come sostituzione della «Corona-Warn-App».

*Aggiornamento al 30.3.2021 - Oggi è stato annunciato un nuovo aggiornamento. In futuro anche la «Corona-Warn-App» avrà una funzione di check-in nei ristoranti, musei e laddove viene richiesta una registrazione. La nuova funzione dovrebbe partire dal 16.4.2021.

Le critiche

Come ogni app, anche in questo caso gli esperti sono critici sulla gestione dei dati sensibili. «Luca» registra tutti gli spostamenti di una persona, ovvero tutti i luoghi in cui è stata e ha utilizzato la app per entrarvi. Gli sviluppatori promettono di conservare i dati in forma criptata su due server tedeschi per due settimane. E in caso di infezione, solo le autorità sanitarie possono accedervi. Ma milioni di dati sensibili andrebbero in mano a una società privata – peraltro una piccola start up con possibili rischi di hackeraggio. Non a caso proprio oggi (29.3.2021) le autorità tedesche per la protezione dei dati (Datenschutzaufsichtsbehörden des Bundes und der Länder) hanno sollecitato un miglioramento del sistema.

Nello stesso tempo una start up che incasserebbe finanziamenti pubblici. Dennis Horn, esperto di tech di Cosmo e autore del podcast "Cosmo Tech" mette in guardia sulle aspettative dell’ennesima app inserita in un contesto obsoleto, che è quello di uffici sanitari che non hanno ancora un software comune, usano ancora i fax, oltre a soffrire della mancanza di personale.

Chi quindi, adesso si aspetta di godere improvvisamente di maggior libertà solo per l’arrivo di una nuova app – dice Dennis Horn, dovrebbe ridimensionare le proprie aspettative, perché potrebbe restarne deluso.

Manca un sistema digitale integrato

Chi si immagina una Germania totalmente digitalizzata, soprattutto nel sistema sanitario, commette un errore. Ad oggi il tracciamento dei contagi avviene ancora in gran parte con funzionari e medici dell'ufficio sanitario che fanno diagnosi e raccolgono informazioni al telefono.

Ecco perché il sistema di tracciamento tedesco è crollato nel momento in cui le infezioni sono aumentate in maniera esponenziale. Ora per interrompere la catena dei contagi arriva in aiuto una nuova app. La palla passa alla politica, soprattutto per integrare le app alle strutture già esistenti.

Stand: 29.03.2021, 18:20