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Come funziona la legge tedesca sulle filiere sostenibili? COSMO italiano 23.05.2023 18:56 Min. Verfügbar bis 22.05.2024 COSMO Von Luciana Caglioti


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Come funziona la legge tedesca sulle filiere sostenibili?

Stand: 23.05.2023, 17:36 Uhr

di Luciana Caglioti, Cristina Giordano, Tommaso Pedicini

La “Lieferkettengesetz” è entrata in vigore in Germania il primo gennaio di quest’anno e impone alle imprese il rispetto dei diritti umani per tutta la filiera dei loro prodotti. Ma cosa comporta esattamente? Ce ne parla Cristina Giordano. Esiste una legge equivalente in Italia? E come si possono costruire filiere italo-tedesche che rispettino i diritti umani e l'ambiente? La parola a due esperte: Marta Bordignon e Karoline Rörig.

Weberin

Lavoratrice del tessile in paese asiatico

Cosa dice la legge tedesca?

La Lieferkettengesetz (legge sulla catena di approvvigionamento) prevede che le imprese tedesche si impegnino a verificare che nelle filiere della loro produzione vengano rispettati i diritti umani e l'ambiente. Il che significa impegnarsi a controllare che, dalla lavorazione delle materie prime, fino al prodotto finito non ci sia sfruttamento del lavoro minorile, vengano corrisposti salari equi ai lavoratori e che venga rispettato l’ambiente.

Sono obblighi che si applicano non solo alla produzione dell’azienda, ma anche ai fornitori e ai partner con cui vengono stipulati dei contratti. In pratica le aziende sono responsabili non solo del loro operato, ma anche di quello delle aziende con le quali stipulano dei contratti – ad esempio per il trasporto delle merci.

Per quali aziende è obbligatoria questa norma?

La legge voluta dal ministro del Lavoro Hubertus Heil, Spd, è entrata in vigore dal primo gennaio 2023 per tutte le aziende tedesche con almeno 3.000 dipendenti e dal 2024 entrerà in vigore anche per quelle con almeno 1.000 dipendenti. Inoltre obbliga le imprese a istituire anche una procedura per raccogliere segnalazioni in caso di mancato rispetto dei diritti umani, oltre che alla stesura di report periodici sulla gestione della catena di approvvigionamento. Questo serve per evidenziare lacune e prendere eventuali contromisure di prevenzione.

L’idea del legislatore tedesco è quella di dare al consumatore la certezza che quello che acquista sia realmente sostenibile. Ed è stata la risposta tedesca alla tragedia di «Rana Plaza» in Bangladesh, quando dieci anni fa crollò l'edificio di una fabbrica e morirono oltre 1.000 persone che cucivano per marchi internazionali.

Cosa intende la legge tedesca per filiera?

Per filiera si intendono tutte le fasi necessarie per la fabbricazione dei prodotti, in Germania e all’estero. Dall'estrazione delle materie prime fino alla consegna al cliente finale, considerando anche tutti i fornitori diretti e indiretti, incluso il trasporto o lo stoccaggio nei magazzini.

Il ciclo produttivo di una maglietta, ad esempio, coinvolge diversi paesi dalla coltivazione del cotone (India, Cina, Pakistan, alcuni paesi dell’Africa e USA) alla produzione di filati (Turchia), fino alla tintura (Cina) e all’assemblaggio (Bangladesh, Cambogia, Corea). In una brochure del ministero federale dell’Economia si legge che una maglietta di cotone impiega oltre 18.000 km per arrivare in Germania. E non tutti i Paesi coinvolti rispettano i diritti umani.

Quanto è efficace questa legge?

Secondo Miriam Saage-Maaß, responsabile legale dell’organizzaione European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR), è ancora troppo presto per fare un bilancio. Ma la legge è un passo in avanti ed è importante che ci sia un organo governativo che controlla le aziende affinché si impegnino a rispettare i diritti umani e l’ambiente. Si tratta del BAFA – il Bundesamt für Wirtschaft und Ausfuhrkontrolle. Le associazioni imprenditoriali da parte loro sostengono che il rispetto di questa legge comporta automaticamente l'aumento dei costi e quindi danneggerebbe la Germania nella concorrenza con l'estero.

Cosa succede se un’azienda non rispetta la legge?

Arbeitsminister Hubertus Heil, Spd

Il ministro del Lavoro Hubertus Heil, Spd

Il BAFA effettua regolari controlli e, nel caso non venga rispettata la norma, può imporre all’azienda di adeguarsi e introdurre misure di sicurezza per i lavoratori, l’ambiente o i diritti umani. Secondo l’avvocata Miriam Saage-Maaß, questa legge è senz’altro importante ma molto dipende dalla sua applicazione, e non indica in modo chiaro quali debbano essere le misure di prevenzione per le aziende. Ecco perché diverse organizzazioni tedesche chiedono che venga migliorata.

E l’Italia?

Marta Bordignon, docente di Scienze politiche e Diritti umani  presso la Temple University, Campus di Roma e presidente di Human Right International Corner è stata di recente in Germania come relatrice a una conferenza organizzata dal "Wuppertal Institut für Klima, Umwelt, Energie" e dall’associazione economica italo-tedesca Mercurio sul tema ‘Economia e diritti umani in Germania e in Italia’. Secondo Bordignon, la legge tedesca si allinea con le trattative in corso per una normativa europea sul tema, ma non sarebbe sufficientemente chiara sulla tutela ambientale.

La sostenibilità italo-tedesca

Karoline Rörig è direttrice dell'Ufficio per il dialogo italo-tedesco e fondatrice di 'platea2030', piattaforma online dedicata ai temi della sostenibilità che ha partecipa al Festival dello Sviluppo Sostenibile (8-24 maggio), in Italia. Con Rörig abbiamo parlato di come si possono costruire filiere italo-tedesche sostenibili.