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Silvia Romano: il lavoro dell'intelligence

Ascolta l'intervista a Pietro Batacchi

COSMO Radio Colonia - Beitrag 12.05.2020 05:48 Min. Verfügbar bis 12.05.2021 COSMO

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Silvia Romano: il lavoro dell'intelligence

di Cristina Giordano e Francesco Marzano

Silvia Romano è tornata a casa, quasi 18 mesi dopo il rapimento avvenuto in Kenya. La liberazione è avvenuta grazie al lavoro dietro le quinte dei servizi segreti: ma come funzionano queste trattative? Ce lo spiega Pietro Batacchi, direttore di "Rivista Italiana Difesa".

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Dopo oltre un anno, la cooperante italiana Silvia Romano è tornata a casa, a Milano. La sua liberazione, avvenuta tra l’8 e il 9 maggio 2020, è frutto del lavoro di intelligence e della collaborazione dei servizi segreti italiani, turchi e somali. Silvia Romano si trovava in Kenya quando, il 20 novembre 2018, è stata rapita.

Pochissimo è trapelato in tutto questi mesi sulla sua situazione e sulle trattative. E il suo ritorno, con le informazioni trapelate su un riscatto che l'Italia avrebbe pagato e su una sua conversione all'Islam, hanno suscitato polemiche e anche, sui social, attacchi di odio nei suoi confronti.

Il ruolo dei servizi turchi e la rete di informatori e mediatori a disposizione in Somalia sembra essere stato determinante, secondo Pietro Batacchi, esperto di strategia di intelligence e direttore di «Rivista Italiana Difesa». Il rapimento sarebbe avvenuto ad opera di Al-Shabaab, organizzazione terroristica somala legata ad Al Qaeda, ancora molto potente sul territorio.

Il riscatto, secondo informazioni riportate dalla stampa italiana, sarebbe stato pari a 4 milioni di euro. Una cifra che ha alimentato polemiche. Ma Batacchi chiarisce, non è solo l’Italia a pagare riscatti di questa portata, è una pratica comune dell’intelligence, che opera grazie a un lavoro meticoloso, impiegando anche le risorse necessarie. Anche le liberazioni avvenute con interventi militari vengono raggiunte grazie al pagamento di informatori.

Silvia Romano si trovava in Kenya per curare un progetto della onlus «Africa Milele» nel ruolo di educatrice per i bambini del villaggio di Chakama.

Stand: 12.05.2020, 18:25