"Portiamo in Italia gli studenti afghani"

Ascolta l'intervista a Cesare Zucconi

COSMO Radio Colonia - Beitrag 31.08.2021 05:37 Min. Verfügbar bis 31.08.2022 COSMO


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"Portiamo in Italia gli studenti afghani"

di Vincenzo Savignano e Filippo Proietti

Erano ad un passo dall'aereo diretto in Italia, ma l'attentato all'aeroporto di Kabul li ha fermati. 118 studenti afghani, iscritti all'Università La Sapienza di Roma, sperano di tornare al più presto in Italia. Le istituzioni si mobilitano ed è pronta a fare la sua parte anche la Comunità di Sant'Egidio. Ai nostri microfoni il segretario generale, Cesare Zucconi.

santegidio

Operazioni di evacuazione all'aeroporto di Kabul

Si tratta di 81 ragazze e 37 ragazzi, tutti di età compresa tra i 19 e i 22 anni immatricolati nell’ateneo romano per frequentare in particolare il corso in “Global Humanities”, in virtù di accordi internazionali che già in passato hanno consentito a studenti afghani di venire in Italia. Secondo il quotidiano Avvenire, è stata avviata un'intensa attività diplomatica ei si stanno battendo varie strade per sbloccare la situazione. La soluzione migliore resta quella di riuscire ad imbarcare tutti su un aereo, con dei corridoi umanitari che potrebbero aprirsi nei prossimi giorni. Ipotesi attorno alla quale stanno lavorando alcune organizzazioni, come la Comunità di Sant’Egidio. "Il fatto che abbiano un visto e sperando che i talebani mantengano la parola data, fa sperare che si possa trovare una soluzione per questi studenti, così come per tanti altri", spiega il segretario generale della Comunità di Sant'Egidio Cesare Zucconi.

La Ong di ispirazione cattolica ha già svolto un ruolo determinante nei giorni dell'evacuazione caotica e drammatica da Kabul: "Nel corso dell'evacuazione - spiega Zucconi - abbiamo colaborato con il ministero della Difesa e con la Farnesina e questo ci ha permesso di far giungere oltre 100 persone che saranno accolte dalla Comunità di Sant'Egidio". La Ong vanta una lunga esperienza nella realizzazione di corridoi umanitari in molti teatri a rischio dell'Africa e del Medio Oriente. "Abbiamo già svolto questo tipo di attività in Etiopia e anche in Libano da dove abbiamo portato in Italia molti profughi siriani".

Stand: 31.08.2021, 18:15