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Salvatori della patria?

Salvatori della patria?

di Francesca Montinaro e Cristina Giordano

L’Italia resta ferma sulla manovra finanziaria, che non verrà cambiata nonostante le richieste di Bruxelles. Nel frattempo cala la fiducia degli investitori stranieri: ma se fossero gli italiani ad acquistare i titoli di stato e assicurare la stabilità finanziaria del paese? La risposta di Andrea Franceschi, giornalista del Sole 24 Ore.

Geldscheine

Italiani sollecitati a investire nello stato

Meno tasse a chi investe nel proprio paese. La proposta è arrivata recentemente dal vicepremier Matteo Salvini, che ha parlato di eventuali sgravi fiscali agli italiani che comprano titoli di stato. Un’idea per il momento chiamata “Conti indivudiali di risparimo” al vaglio del governo per sopperire alla vendita di Btp (Buoni del tesoro poliennale) da parte degli investitori stranieri, allarmati dall’instabilità politica del paese.

L’Italia – stando ai dati elaborati da Bankitalia – avrebbe difatti una ricchezza privata (in mano a famiglie e imprese) pari a circa 4290 miliardi di euro, per la maggior parte conservati in depositi e conti correnti. Ma agli italiani converrebbe acquistare i titoli di stato? E soprattutto sarebbe questa una misura sufficiente a salvare il paese dalla bancarotta?

Ne abbiamo parlato con Andrea Franceschi, giornalista finanziario del Sole 24 Ore, che ricorda come rendere il debito pubblico “domestico” consentirebbe di tutelarsi dalle oscillazioni dello spread, e tuttavia aggiunge: “Ci sono circa 650 miliardi di titoli di stato in mano ai fondi esteri, bisognerà vedere se i cittadini italiani saranno disposti a investire in modo tale, da compensare questa cifra”. Attualmente il debito pubblico italiano è di circa 2.300 miliardi di euro.

Stand: 22.10.2018, 18:20