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Italiani a Wolfsburg, 60 anni dopo

COSMO italiano 22.12.2022 23:14 Min. Verfügbar bis 22.12.2023 COSMO Von Francesco Marzano


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Italiani a Wolfsburg, 60 anni dopo

Stand: 22.12.2022, 16:31 Uhr

di Francesco Marzano, Enzo Savignano e Daniela Nosari

Nel 2022 la città ha celebrato i 60 anni dall’arrivo dei primi italiani. Oggi la comunità italiana svolge un ruolo determinante nella vita cittadina e nella grande fabbrica automobilistica della Volkswagen. Enzo Savignano racconta la storia della comunità italiana di Wolfsburg. Parliamo poi di ieri e oggi con Vito Garippo, italiano di terza generazione della segreteria internazionale del Consiglio di fabbrica Volkswagen, e ascoltiamo un po' di storia della squadra di calcio Lupo Martini, fondata nel 1962 proprio da italiani.

gastarbeiter

Italiani davanti agli stabilimenti VW di Wolfsburg

Il contributo italiano alla città di Wolfsburg

60 anni dopo l’arrivo dei primi cosiddetti "Gastarbeiter" dall'Italia, gli italiani che siano di prima, seconda o terza generazione hanno svolto e svolgono un ruolo centrale nella vita economica, sociale, commerciale, politica ed amministrativa della città. Ovviamente a determinare la vita e il futuro di migliaia di italiani è stata la grande casa automobilistica Volkswagen che ha dato e dà lavoro a migliaia di italiani.

I primi italiani a Wolfsburg

I documenti ufficiali fissano una data ben precisa riguardo all’inizio della migrazione italiana a Wolfsburg: il 17 gennaio 1962. Nella notte un treno con 100 "Gastarbeiter" italiani arrivò nella stazione centrale. I primi italiani che approdarono a Wolfsburg avevano firmato un contratto già in Italia.

Arrivavano in Germania su treni speciali che facevano tappa a Monaco, da dove i lavoratori venivano suddivisi per le destinazioni definitive: chi andava a lavorare nella Ruhr, in fabbrica o in miniera, e chi appunto alla Volkswagen di Wolfsburg. Alla fine del 1962 gli italiani impiegati come operai nell’azienda automobilistica erano 3.100 e il numero negli anni seguenti continuò a salire.

L'esodo degli italiani verso Wolfsburg

Fino agli anni Settanta sarebbero arrivati a Wolfsburg almeno 35.000 italiani e con i loro parenti stretti, mogli e figli poi nati nella città dell’auto si può arrivare almeno a 60.000 italiani. Se consideriamo che oggi la popolazione di Wolfsburg è all’incirca di 120.000 persone, si può sostenere che gran parte degli abitanti ha origini italiane, oppure parenti diretti o indiretti italiani.

Il ruolo chiave della Volkswagen

La VW ha svolto e continua a svolgere un ruolo determinante nella storia della comunità italiana di Wolfsburg, basta ricordare che  negli anni ’60 i vertici dell’azienda fecero realizzare un opuscolo accattivante da distribuire in Italia per invogliare i lavoratori italiani ad attraversare le Alpi.

Nei decenni successivi gli italiani hanno anche avviato diverse attività: oggi in città ci sono oltre 200 ditte guidate da italiani che danno lavoro ad oltre 1.000 persone. Gran parte hanno a che fare con la gastronomia o fanno parte del grande indotto Volkswagen. Non dimentichiamo che a Wolfsburg ci sono anche scuole italiane come la Leonardo da Vinci e diverse associazioni di italiani.

Un’italiana ai vertici della Volkswagen

Daniela Cavallo è dal 2021 a capo del Consiglio di fabbrica della Volkswagen e fa parte del Consiglio di sorveglianza. Cavallo è figlia di un immigrato calabrese arrivato a Wolfsburg proprio per lavorare alla Volkswagen. Anche lei  è entrata nell’azienda nel 1994 studiando economia aziendale mentre lavorava.

Daniela Cavallo, VW-Betriebsratschefin

È stata membro del consiglio di fabbrica dal 2002 e membro del consiglio di fabbrica generale dal 2013. E ora è una delle figure chiave di una delle più grandi e importanti aziende automobilistiche del mondo. Daniela Cavallo appartiene quindi alla seconda generazione degli italiani di Wolfsburg, il padre come tanti altri è della prima generazione.

Ascoltiamo alcuni suoi ricordi tratti da un'intervista che ci ha rilasciato dopo la sua nomina a capo del Consiglio di fabbrica VW, fra l'altro sulla sua esperienza nelle due culture, italiana e tedesca.

Le eccellenze italiane di Wolfsburg

Oltre a Daniela Cavallo a Wolfsburg vivono anche ingegneri di origine italiana, oppure italiani impegnati in politica e ad alti livelli amministrativi.

C'è per esempio Immacolata Glosemeyer, nata in Italia nel 1965 ad Acri come Immacolata Caravetta, oggi deputata socialdemocratica nel Landtag, il parlamento regionale della Bassa Sassonia ed è da poco stata nominata "Bürgermeisterin" in città, una carica che a Wolfsburg significa che, insieme ad altri due colleghi, può rappresentare il sindaco in caso di eventi ufficiali.

Le tre generazioni dei Garippo

Abbiamo raccolto la testimonianza di Vito Garippo, della segreteria internazionale del Consiglio di fabbrica della Volkswagen. Italiano di terza generazione, ha seguito le orme del nonno, arrivato a Wolfsburg nel 1962, e poi del padre, Francescantonio Garippo, oggi in pensione ma ancora impegnato con la SPD cittadina.

All'interno della grande casa automobilistica Volkswagen l'italiano è di casa, ma non è la sola lingua o nazionalità: “Nello stabilimento di Wolfsburg ci sono oltre 140 nazionalità, gli italiani continuano ad essere molto rappresentati e a svolgere ruoli importanti a tutti i livelli all’interno dell’azienda. Ma anche in città ormai gli italiani sono in ogni settore della societá civile", racconta Vito Garippo.

Con lui abbiamo parlato degli inizi, quando i lavoratori italiani vennero accolti ma per nulla integrati nella vita cittadina. Solo successivamente, con l'arrivo delle loro famiglie, Wolfsburg ha capito che bisognava invece prendere dei provvedimenti perché erano persone che stavano mettendo radici.

La squadra di calcio Lupo Martini

A livello sportivo e soprattutto calcistico tanti italiani sono legati alla Lupo Martini, nata nel 1962 come la squadra degli italiani. La squadra ha militato spesso nella Regional Liga e continua a svolgere un ruolo determinante per tutta la comunità italiana.