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Il pericoloso successo dell'Italian sounding

Ascolta l'intervista a Luigi Scordamaglia

COSMO Radio Colonia - Beitrag 03.02.2020 06:07 Min. Verfügbar bis 02.02.2021 COSMO

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Il pericoloso successo dell'Italian sounding

di Giulio Galoppo e Luciana Caglioti

Allarmanti dati da uno studio dell’associazione Filiera Italia: il business del falso Made in Italy agroalimentare vale, oggi, molto più del doppio della filiera autentica. Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, commenta i risultati a Radio Colonia.

Made in Italy

Il Made in Italy sempre più a rischio

Il falso alimentare ispirato ai prodotti tricolore vale oggi più del doppio della filiera autentica: oltre 100 miliardi di euro contro 42, a vantaggio del cosiddetto "Italian sounding", che negli ultimi dieci anni è cresciuto del 70% e ha sottratto all’agroalimentare italiano trecentomila posti di lavoro stimati.

È l’associazione Filiera Italia a pubblicare questi dati, analizzando con particolare attenzione il 2019, a seguito dell’entrata in vigore dei dazi americani su molti prodotti alimentari europei.

È proprio nel 2019 che, infatti, il "Parmesan" ha venduto negli USA novecentomila tonnellate di prodotto, contro le centocinquantamila di Parmigiano Reggiano. Se si guarda, invece, ai salumi, sono diversi tipi di salami e la mortadella esportati dall’Italia a fare le spese dei dazi al 25%, rimpiazzati da prodotti locali a prezzo più contenuto.

L’effetto dei dazi sul settore agroalimentare, sottolinea Luigi Scordamaglia, consigliere delegato dell’associazione Filiera Italia, è devastante. Insieme al governo, i responsabili della filiera agroalimentare italiana stanno avviando una serie di iniziative e strategie volte a frenare il fenomeno del falso Made in Italy, anche in vista della possibilità che, dall’1 gennaio 2021, in seguito alla Brexit, si aggiungano i dazi della Gran Bretagna.

Stand: 03.02.2020, 18:45