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Isolamento cinese

Ascolta l'intervista a Filippo Santelli

COSMO Radio Colonia - Beitrag 04.12.2020 06:51 Min. Verfügbar bis 04.12.2021 COSMO


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Isolamento cinese

di Cristina Giordano e Filippo Proietti

40 giorni d'isolamento in una stanza senza la possibilità di uscire o di incontrare nessuno perché positivo al Covid. Filippo Santelli racconta la sua esperienza limite a Nanchino, in un ospedale-bunker. Ma non è ancora finita: il giornalista di Repubblica attende ancora di tornare in libertà.

Wenn man als Ausländer in China an Covid-19 erkrankt

La Cina sembra arginare con efficacia i contagi da Covid-19. Uno dei pilastri della strategia adottata è senz'altro il rilevamento immediato dei positivi, e il conseguente isolamento in ospedeali-bunker, costruiti appositamente. Filippo Santelli, corrispondente per Repubblica a Nanchino, in arrivo dall'Italia, dopo essere risultato positivo a un test, ha trascorso 40 giorni chiuso in una stanza di soli 15 quadri, senza alcuna vista all’esterno: un’unica finestrella dava sul corridoio. 40 giorni di test giornalieri, in attesa di tornare negativo. Santelli ai nostri microfoni racconta questa esperienza limite, che non si è ancora conclusa. Oggi, nonostante sia negativo al virus, il giornalista di Repubblica sta ancora terminando la post-quarantena di 2 settimane (che si concluderà tra sette giorni), chiuso in una stanza di un hotel, dove vengono tenute le persone in osservazione. Anche qui, senza la possibilità di uscire, nemmeno sul corridoio. Le uniche possibilità di comunicazione con l'esterno sono il telefono e internet.

Stand: 04.12.2020, 18:29