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Più musica italiana in radio?

Più musica italiana in radio?

di Cristiano Cruciani e Filippo Proietti

Dopo le polemiche sulla vittoria del cantante (italiano) Mahmood, la Lega chiede di modificare i palinsesti delle radio e puntare sul made in Italy. Ha senso? Ne parliamo con la conduttrice radiofonica Ilaria Cappelluti.

Alessandro Mahmood

Mahmood a Sanremo

Non c'è Sanremo senza polemiche sul vincitore, questo è risaputo. Quest'anno però le immancabili proteste sul sistema di voto hanno investito in pieno l'italianità, vera o presunta, della manifestazione canora e dei suoi partecipanti.

Così dopo la vittoria di Mahmood, artista figlio di padre egiziano e madre italiana (italiano anche il passaporto), il deputato leghista Alessandro Morelli ha presentato una proposta di legge che prevede di riservare almeno un terzo della programmazione radiofonica alla musica nostrana.

Il testo dispone che i brani siano italiani nella produzione musicale, siano opera di autori e di artisti italiani e vengano incisi e prodotti in Italia. Ma che vantaggi porterebbe una normativa del genere, che ricalca peraltro quella già vigente in Francia?

"Più che di un aumento in termini di numeri ci sarebbe bisogno di più varietà" osserva Ilaria Cappelluti, che da molti anni lavora come conduttrice radiofonica per diverse emittenti, tra cui Radio 101. Secondo gli ultimi dati infatti la percentuale di musica made in Italy trasmessa in radio si aggira intorno al 37%.

Stand: 18.02.2019, 18:45