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Giornata storica per l'Unione europea

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Giornata storica per l'Unione europea

di Vincenzo Savignano e Francesco Marzano

Dopo il vertice più lungo della sua storia è stato raggiunto un accordo sul Recovery Fund e sul bilancio dell'Unione per i prossimi sette anni.

L'annuncio
È stato il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, all'alba di oggi, martedì 21 luglio, ad annunciare il raggiungimento di un accordo al vertice straordinario del Consiglio Europeo sul bilancio comunitario e sul Recovery Fund. Un accordo per la ripresa economica dalla crisi del Coronavirus, raggiunto dopo 4 giorni e 4 notti di intense trattative tra i 27 stati europei a Bruxelles. È stato il vertice più lungo della storia dell'Unione europea.

I soldi investiti
Il bilancio dell'Unione per i prossimi sette anni è stato fissato a 1.074 miliardi di euro. E il Fondo per la Ripresa raccoglierà in tutto 750 miliardi di euro sui mercati, che verranno distribuiti ai vari paesi: di questi 390 miliardi a fondo perduto e 360 in forma di prestiti.

Come ne esce l'Italia?
Il premier Giuseppe Conte si è detto soddisfatto del risultato: "Abbiamo conseguito questo risultato tutelando la dignità del nostro Paese e abbiamo respinto i tentativi insidiosi di alterare la genuina vocazoine del progetto europeo", ha sottolineato il presidente de Consiglio riferendosi probabilmente alle resistenze dei Paesi cosiddetti "frugali", in particolare dell'Olanda e del suo premier, Mark Rutte. All'Italia, uno dei Paesi più colpiti dal Coronavirus, spetta quasi il 30% del fondo per la ripresa, vale a dire circa 80 miliardi di sussidi e 120 miliardi di prestiti.

Come saranno investite le risorse dall'esecutivo italiano?
"Avremo una grande responsabilità - ha dichiarato Conte - con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l'Italia con forza". Le risorse verranno distribuite tra il 2021 e il 2023 e il fondo rimarrà in vita fino al 2026. Il rimborso del denaro preso a prestito, invece, inizierà dal 2027.

Le critiche dell'opposizione
Le tempistiche e le condizioni non sono state ben accolte da tutto il mondo politico italiano. Secondo Il leader leghista, Matteo Salvini, si tratta di "soldi prestati che, se va bene, arriveranno fra un anno e che arriveranno solo se si farranno riforme del lavoro, della scuola e della giustizia. Questa è una resa mani e piedi senza condizioni alle scelte che in Grecia erano della Troika e qui della Commisisone". Toni più moderati ha avuto, invece, Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, che loda il lavoro di Conte ma a cui non piace il "super freno di emergenza", vale a dire la clausola per cui uno stato membro può sollevare la questione al Consiglio europeo se ritiene che un altro Paese non stia rispettando la tabelle di marcia e gli obiettivi nell'uso delle risorse.

Il freno d'emergenza invece piace alla Germania
La cancelliera Angela Merkel in conferenza stampa ha spiegato il controllo che eseguirà il Comitato economico e finanziario sulla gestione delle risorse da parte dei singoli paesi UE . Merkel ha anche ribadito la direzione che dovranno avere le riforme introdotte dai Paesi membri per ottenere la concessione dei fondi: su tutto salvaguardia del clima e digitalizzazione.

Stand: 21.07.2020, 18:10