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La problematica uscita dal carbone della Germania

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COSMO italiano 03.01.2022 27:05 Min. Verfügbar bis 03.01.2023 COSMO Von Luciana Caglioti


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La problematica uscita dal carbone della Germania

di Luciana Caglioti e Cristina Giordano

Se l’anno scorso si parlava di una svolta epocale, che prevedeva l’uscita definitiva dal carbone entro il 2038, quest’anno la coalizione governativa prevede "idealmente" l'eliminazione graduale del carbone entro il 2030 e una rapida accelerazione nell’introduzione delle energie rinnovabili. Ma ce la farà? E quali sono i rischi? I dati raccolti da Cristina Giordano. Le analisi di Nicola Armaroli, esperto di transizione energetica al CNR e Alexandra Geese, europarlamentare dei Verdi.

Tagebau Garzweiler

La miniera di lignite di Garzweiler

Quando parliamo di carbone in Germania, di cosa parliamo esattamente?

Non dobbiamo pensare alle vecchie miniere sotterranee, i pozzi in cui si calavano anche moltissimi italiani emigrati qui negli anni '60,  e dai quali veniva estratto quello che in tedesco si chiama «Steinkohle». Il carbon fossile propriamente detto non viene più estratto in Germania, le ultime due miniere della RAG Deutsche Steinkohle AG sono state entrambe chiuse nel 2018: la miniera di Prosper-Haniel a Bottrop e la miniera di Ibbenbüren. Entrambe in Nordreno-Vestfalia.

Per la chiusura si tenne una cerimonia molto toccante a Bottrop, in cui il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier posò in foto con i minatori tenendo in mano un grosso blocco di carbone di quella stessa miniera, pronta a chiudere.  Oggi però quando parliamo di carbone prodotto in Germania, parliamo soprattutto del cosiddetto «Braunkohle», ovvero della lignite. Che si estrae da miniere a cielo aperto.

Dove si trovano queste miniere di lignite in Germania oggi?

Sono attivi tre distretti. C’è il distretto «renano» che si trova nel triangolo di Aquisgrana, Colonia e Mönchengladbach, con le miniere di Garzweiler, Hambach e Inden. Questa è la più grande area mineraria di lignite in Europa, gestita dal colosso energetico RWE, e proprio qui, negli anni scorsi ci sono state e continuano a esserci numerose proteste ambientaliste.

Kohleausstieg Proteste Lützerath

Alcune proteste a Lützerath

Il secondo distretto minerario di lignite è quello della «Lusazia», in tedesco Lausitz, tra Brandeburgo e Sassonia. Qui sono attive le miniere di Nochten, Reichwalde, Welzow-Süd e Jänschwalde (gestite da LEAG).

E infine lo storico distretto situato nella «Germania centrale» in cui la lignite veniva estratta e utilizzata industrialmente già dal XIX secolo. Le ultime miniere a cielo aperto rimaste attive in questa zona sono quelle di Profen e Vereinigtes Schleenhain, entrambe situate a sud di Lipsia (gestite da MIBRAG).

Queste sono le miniere attualmente attive in Germania, molte altre sono state chiuse negli anni passati, come ad esempio la miniera di Messel nel distretto di Darmstadt in Assia, che per l'eccezionale qualità dei fossili recuperati è addirittura diventata patrimonio naturale mondiale dell'UNESCO dal 1995.

La Germania è stata uno dei più grandi paesi produttori di carbone in Europa. Ma quanto ne viene prodotto oggi?

Secondo i dati di Statista, nel 2020 la Germania ha prodotto 107 milioni di tonnellate di lignite, estratte dalle miniere che ho citato prima. Cifre tuttavia lontanissime rispetto agli anni '80, quando si producevano oltre 400 milioni di tonnellate di carbone. Il carbon fossile propriamente detto non viene più prodotto, ma viene comunque ancora utilizzato per produrre energia in Germania, e quindi viene importato. Arriva dalla Russia, dagli Stati Uniti e dall’Austrialia. Nel 2020 erano circa 40 milioni di tonnellate, ma le quantità si riducono di anno in anno.

Quanto pesa il carbone, in Germania, nell’approvigionamento di energia?

Poco più del 40% dell’energia prodotta in Germania arriva ancora dal carbone, per fare un confronto, le energie rinnovabili coprono il 30%. In un programma a tappe, già da quest’anno, e entro la fine del 2038, chiuderanno tutte le centrali a carbone ancora attive. Proprio per questo ha fatto molto discutere l’avvio di una nuova centrale a carbone in Nordreno-Vestfalia, quella chiamata «Datteln 4», definita una delle più moderne centrali a carbone del mondo, capace di rifornire di elettrcità circa 100.000 famiglie della regione, ma molto vicina alla cittadina di Datteln e molto criticata dagli ambientalisti anche perché aperta nel 2020, quando l'uscita dal carbone della Germania era praticamente già decisa. Recentemente  una sentenza ha dichiarato peraltro l’impianto «illegittimo», e del suo futuro deciderà la Corte costituzionale.

Che fine faranno centrali e miniere dopo l’uscita dal carbone?

Per le centrali si potrebbe avviare una riqualificazione industriale sul modello di quelle già realizzate con successo in Germania, basta vedere quel che è stato fatto nella ex miniera di Essen, o nel gasometro di Oberhausen, diventati ora musei, centri culturali, teatri e spazi per concerti. Più problematiche sono invece le aree dove sorgono le miniere di lignite perché  molto vaste. Solo il distretto renano copre un’area che è pari a una grande città. Si è pensato ad esempio di trasformare i tre distretti in tre grandi laghi, oppure riconvertirli per le energie rinnovabili in parchi fotovoltaici o parchi solari. Non è chiaro se queste idee siano realizzabili ma c’è ancora qualche anno per pianificare, oltre all’uscita dal carbone, anche il futuro delle centrali e delle miniere dismesse.

La Germania ce la può fare?

L'industria tedesca si dice preoccupata per l'approvvigionamento energetico, visto che il paese sta uscendo anche dal nucleare e definisce le fonti rinnovabili come l'energia eolica o elettrovoltaica "meno affidabili", dato che sole e vento sono elementi variabili. Quanto sono fondate queste preoccupazioni? Ne abbiamo parlato con Nicola Armaroli, dirigente di ricerca del CNR di Bologna, esperto di energie rinnovabili e di temi legati alla transizione energetica. Armaroli è anche autore del libro "Emergenza energia - Non abbiamo più tempo" uscito per Edizioni Dedalo.

Ma in che modo la politica tedesca ha intenzione di gestire l'uscita dal carbone? C'è una visione, un piano graduale per il passaggio dal carbone a fonti di energia rinnovabile? L'europarlamentare dei Verdi Alexandra Geese ha spiegato quali sono i passi principali e dove si deve accelerare per uscire dal carbone in Germania entro il 2030.

Stand: 03.01.2022, 18:27