Live hören
Jetzt läuft: Homi Nha Amiga von Elida Almeida & Elji Beatzkilla

Germania, sistema sanitario a rischio collasso

Lothar Wieler und Jens Spahn

Germania, sistema sanitario a rischio collasso

di Agnese Franceschini e Luciana Caglioti

Spahn e Wieler avvertono sulla pericolosità di questa terza ondata, che potrebbe essere "peggiore delle precedenti". L'obbligo di test per tutti i viaggiatori che entrano in Germania dall'estero è stato posticipato al 30 marzo.

L'avvertimento di Spahn

Nella conferenza stampa di oggi, il ministro federale della Salute Jens Spahn, CDU, ha detto che se l'andamento dei contagi non venisse fermato, il sistema sanitario tedesco in aprile potrebbe collassare. Secondo Spahn il numero dei nuovi positivi potrebbe arrivare ai livelli dello scorso inverno.

Dello stesso parere il presidente dell'Istituto Robert Koch (RKI), Lothar Wieler, presente alla conferenza stampa di questa mattina. Secondo Wieler, se non si ricorre subito a misure per arginare la pandemia, si potrebbe arrivare addirittura a 100.000 nuove infezioni al giorno.

Terza ondata e variante britannica del virus

Ci sono segnali chiari per cui questa ondata pandemica potrebbe essere molto peggiore delle prime due. Se non interveniamo, ha sottolineato Lothar Wieler, le conseguenze saranno gravi.

Preoccupa soprattutto la variante britannica del virus perché più contagiosa anche fra i bambini, e causa decorsi più gravi. Per questo il ministro Spahn ha invitato i Länder ad attivare il cosiddetto "freno d'emergenza" - ovvero il ritorno a misure più severe se l'incidenza settimanale dovesse superare i 100 casi ogni 100 mila abitanti.

Ridurre gli incontri

Per il periodo pasquale, ormai alle porte, il ministro della Salute ha invitato i cittadini a incontrare meno persone possibili e nel caso, all'aperto per ridurre il rischio di contagio.

Test obbligatori per entrare in Germania

Attenzione: per Slovacchia, Repubblica Ceca e per la provincia austriaca del Tirolo è stata revocata la classificazione di "paese ad alto rischio". Classificazione che invece è stata oggi data alla Francia: quindi a partire da domenica si potrà entrare in Germania dalla Francia solo con un test negativo. La Francia è stata classificata come "paese ad alto rischio" - a partire da domenica si potrà entrare dalla Francia solo con un test negativo.

Per tutti gli altri viaggiatori che entrano in Germania dall'estero l'obbligo di presentare un test negativo sarà introdotto a partire da martedì prossimo 30 marzo, e non da domenica 28 marzo come inizialmente previsto. In tal modo le compagnie aeree hanno più tempo per organizzarsi. Il test va fatto prima di prendere il volo di ritorno in Germania.

Aumento contagi tra bambini e ragazzi

Secondo i dati raccolti dal RKI, sale notevolmente a livello federale il numero delle infezioni anche tra bambini e ragazzi. Secondo gli esperti questo aumento è dovuto alla riapertura delle scuole e a una diffusione più capillare dei test anche tra i più piccoli. I bambini entrano in contatto col virus in famiglia, negli asili e nelle scuole. Colpiti specialmente i bambini sotto i 5 anni, come confermano i dati sul numero elevato di positivi tra i bimbi delle scuole materne.

Anche per questo, dopo Moderna e AstraZeneca, anche l'azienda farmaceutica Biontech Pfizer di Magonza, così come la sua filiale statunitense, hanno cominciato a testare il vaccino anticovid sui bambini tra i 6 mesi e gli 11 anni.

A proposito di vaccini, in Germania più del 10% della popolazione è già stato vaccinato, ricevendo almeno una prima iniezione.

Vertice UE sulla ripartizione dei vaccini

Si è parlato di pandemia anche al vertice dell'Unione europea di ieri (25.3.2021). I leader del Consiglio europeo hanno siglato un documento conclusivo comune che prevede diversi punti. Tra questi la ripartizione delle dosi di vaccino in base alla popolazione, la priorità assoluta di aumentare la produzione e distribuzione di vaccini, l'impegno con il presidente americano Joe Biden, presente al vertice, sulla necessità di garantire accesso ai vaccini e alle catene di approvvigionamento.

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha affermato che le società farmaceutiche inoltre devono onorare i loro contratti con l'Ue prima di poter esportare i loro vaccini anti-Covid in altre regioni del mondo, come nel caso di AstraZeneca. Von der Leyen ha aggiunto che nel secondo trimestre del 2021 l'Ue attende la consegna di 360 milioni di dosi di vaccini anti-Covid.

Stand: 26.03.2021, 18:30