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Le ricerche sulla fusione nucleare in Germania

COSMO italiano 21.12.2022 20:21 Min. Verfügbar bis 21.12.2023 COSMO Von Francesco Marzano


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Le ricerche sulla fusione nucleare in Germania

Stand: 21.12.2022, 16:14 Uhr

di Francesco Marzano, Enzo Savignano e Cristiano Cruciani

Negli Stati Uniti primi risultati concreti sulla fusione nucleare, ne parliamo con il giornalista scientifico Sandro Iannaccone. Anche in Europa e in Germania si portano avanti studi ed esperimenti differenti rispetto agli Usa ma potrebbero avere risultati migliori, come spiega Davide Silvagni, ricercatore italiano al Max Plank Institut di Monaco di Baviera. Infine il vicedirettore della ricerca presso l’Enea, Massimo Sepielli, spiega quale futuro possono avere le centrali atomiche a fissione.

fusione

Scienziato al lavoro sulla fusione nucleare

L’annuncio statunitense

Il dipartimento Usa dell’Energia ha annunciato martedì 13 dicembre, in una conferenza stampa, che gli scienziati sono stati in grado, per la prima volta nella storia, di produrre una reazione di fusione nucleare che genera più energia di quella necessaria per innescarla. “Quello che sono riusciti a fare– spiega il giornalista scientifico Sandro Iannaccone - è stato far vedere che colpire con questo laser, concentrare tutta questa potenza in un punto molto piccolo di spazio e per un tempo molto molto breve riesce effettivamente ad alzare la temperatura di questa piccola capsula di oro a sufficienza per innescare il processo di fusione”.
La scoperta è avvenuta presso la National Ignition Facility ospitata nei Lawrence Livermore National Laboratory, in California.

Che cos’è la fusione nucleare

È un fenomeno fisico molto comune in natura perché è quello che avviene nelle stelle. Lo scopo della ricerca sulla fusione è replicare la reazione nucleare attraverso la quale si crea l’energia sul sole. “Si chiama fusione – spiega Iannaccone – quando due nuclei di atomi leggeri, in generale idrogeno per esempio, messi insieme formano un nucleo più pesante in questo caso di elio e in questa reazione una piccola parte della massa viene convertita in energia”. Finora gli esperimenti avevano deluso le aspettative degli studiosi, che erano sì riusciti a innescare la fusione, ma impiegando, per ottenerla, molta più energia di quanto poi ne rilasciasse la reazione stessa. Il grande vantaggio della fusione nucleare, rispetto alla fissione nucleare è che i materiali e la metodologia utilizzata producono scorie ma non radioattive come nelle centrali a fissione nucleare.

Gli esperimenti statunitensi

Negli Usa è stato realizzato un esperimento che prevedeva l’utilizzo di laser che praticamente hanno bombardato questa capsula di oro e ottenuto energia “in grado di tenere acceso un phon per capelli per circa venti minuti”, aggiunge Iannaccone. Secondo il giornalista scientifico Iannaccone, “gli scienziati americani hanno usato un approccio che si chiama confinamento inerziale e che in realtà è stato studiato e viene tentato per comprendere cosa avviene nelle armi nucleari”.

Gli esperimenti europei

silvagni

Il ricercatore Davide Silvagni

L’altro approccio, che forse potrebbe ottenere maggiori risultati, è quello del confinamento magnetico, che si sta provando in Europa. Davide Silvagni è un ricercatore italiano post-doc al Max Plank Institut e partecipa attivamente alla ricerca sulla fusione nucleare. “Il nostro instituto ha due prinicpali esperimenti attivi: il tokamak ASDEX Upgrade, situato a Garching (Monaco di Baviera), e lo stellarator Wendelstein 7-X, situato a Greifswald. Entrambi sono esperimenti che cercano di ottenere la fusione attraverso il confinamento con campi magnetici”, spiega Silvagni.

 Il ricercatore inoltre spiega come in Europa ci sia un grande lavoro di collaborazione, tutti gli studi e gli esperimenti sono sostenuti con fondi europei e dagli stati dove si svolgono. “Solo nell’Istituto in cui mi trovo qui in Germania ci sono centinaia di ricercatori che collaborano quotidianamente tra loro”. I risultati finora ottenuti sono importanti ma la strada, che potrebbe portare a considerare la fusione nucleare una fonte d’energia alternativa, è molto lunga. Difficile indicare obiettivi ma i più ottimisti credono al raggiungimento di primi risultati concreti dopo il 2035.

La fissione nucleare ha ancora un futuro?

Sì, secondo Massimo Sepielli vicedirettore di Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, che lascia la porta della fissione nucleare sempre aperta anche per l’Italia.
“Il nostro Paese dopo i due referendum si è un po’ sottratto alla produzione nucleare autoctona, anche se l’Italia vanta un’ottima industria nucleare e una tradizione molto importante derivante dalle scoperte di Enrico Fermi e dalla sua scuola”. L’Italia, ricorda Sepielli, importa ogni anno a costi piuttosto elevati il 12, 13% di energia elettrica riconducibile alle centrali a fissione nucleare dalla Francia, dalla Svizzera e anche dalla Slovenia.