Live hören
Jetzt läuft: NEU Boss (io & te) von Epoque

Il futuro dell'energia nucleare

Ascolta l'intervista a Marco Casolino

COSMO Radio Colonia - Beitrag 11.03.2021 06:34 Min. Verfügbar bis 11.03.2022 COSMO


Download Podcast

Il futuro dell'energia nucleare

di Giulio Galoppo e Francesco Marzano

Ricorre oggi il decimo anniversario dal disastro di Fukushima. Da allora, il Giappone fa fronte alle conseguenze terribili di quel giorno. Eppure il paese punta a una crescita del nucleare di oltre il 20% entro il 2030. Al fisico nucleare Marco Casolino abbiamo chiesto di spiegarci le motivazioni di questa scelta.

Fukushima

L'area della centrale nucleare di Fukushima (2019, foto di archivio).

È stato il terremoto più potente mai registrato in Giappone e, solo pochi minuti dopo, gli fece seguito un maremoto che colpì le coste nord-orientali dell'isola di Honshū. Nella prefettura di Fukushima, lo tsunami si abbattè sulla centrale nucleare: è il secondo incidente nucleare più grave della storia dopo quello di Chernobyl.

Nonostante le cicatrici siano ancora profonde, il Giappone continua a investire sul nucleare, pianificando una crescita pari al 20% entro il 2030. Alla base di questo programma c’è la messa in opera di reattori di quarta generazione.

In Europa, la Germania va nella direzione opposta perché non avrà più centrali nucleari attive già nel 2023, mentre l’Italia ha abbandonato la via del nucleare già da tempo. Ci sono, tuttavia, nazioni dell’Unione, nelle quali il nucleare ha ancora un peso rilevante. È il caso della Francia, della Gran Bretagna, della Svezia e della Svizzera, per fare alcuni esempi.

Abbiamo raggiunto al telefono Marco Casolino, primo ricercatore presso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nonché collaboratore del centro di ricerca giapponese RIKEN, per il quale è stato più volte a Fukushima. A lui abbiamo chiesto come sia possibile dopo incidenti della portata di Chernobyl e Fukushima continuare a investire sul nucleare.

Stand: 11.03.2021, 18:37