Il flop di COVAX

Ascolta l'intervista a Giovanni Putoto

COSMO Radio Colonia - Beitrag 26.07.2021 06:02 Min. Verfügbar bis 26.07.2022 COSMO


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Il flop di COVAX

di Cristina Giordano e Francesco Marzano

Mentre in Occidente la campagna vaccinale prosegue a ritmi serrati, nei paesi in via di sviluppo i vaccini non arrivano. Un problema etico di diritto alla salute. Che potrebbe anche rivelarsi un boomerang per i paesi ricchi, come spiega l’epidemiologo Giovanni Putoto.

Sendungen vor einem Karton mit Covax-Impfstoffen

Spedizioni di vaccini con il piano "Covax"

La piattaforma internazionale «Covax», alla quale aderiscono attualmente 190 paesi nel mondo, è responsabile dell’approvvigionamento e della distribuzione dei vaccini in modo equo, ai paesi in via di sviluppo che hanno maggiori difficoltà a reperirli.

«Covax» è guidata dall’alleanza dei vaccini Gavi (Global Alliance for Vaccines and Immunisation), dall’Organizzazione mondiale della sanità e da CEPI che si occupa della distribuzione.

L'obiettivo di «Covax» è quello di aiutare i paesi più deboli a vaccinarsi velocemente. L'UE donerà un totale di 120 milioni di dosi (la Germania partecipa con 30 milioni di dosi), gli USA hanno annunciato una donazione di 50 milioni di dosi, e il G7 donerà un totale di 870 milioni di dosi entro la fine del 2022 (fonte: Ministero federale degli Esteri).

Ma il piano «Covax», nonostante i buoni propositi, non sembra funzionare come dovrebbe. Ad oggi l’Africa ha vaccinato poco meno del 2% della popolazione. E non va meglio in molti paesi del continente asiatico o nell’America Latina.

Ritardi che sottolineano la disuguagulianza nel diritto alla salute, e che potrebbero trasformarsi in un boomerang – come racconta ai nostri microfoni Giovanni Putoto, epidemiologo e responsabile della programmazione e della ricerca operativa della rivista Medici con l'Africa CUAMM, che si spende per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane.

In tutta Europa il numero dei contagi, infatti, risale. Il motivo principale sembrerebbe la diffusione della variante Delta, proveniente dall’India – dove la campagna di vaccinazione prosegue lentamente. I virus, in particolare i coronavirus evolvono costantemente, ma nelle loro evoluzioni potrebbero esserci dei «miglioramenti» selettivi, che portano a una maggior trasmissibilità (come nella variante Delta) o a una minor efficacia del vaccino.

Stand: 26.07.2021, 18:25