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30 anni fa la strage di Capaci

Stand: 23.05.2022, 18:00 Uhr

di Luciana Caglioti, Vincenzo Savignano e Cristiano Cruciani

La politica e la società tedesca ancora fanno fatica a comprendere il fenomeno mafioso, ne parliamo con Alessandro Bellardita, magistrato in Germania. Abbiamo chiesto a Giuseppe Ayala, amico e braccio destro di Falcone, di raccontarci il suo rapporto con il giudice palermitano a 30 anni dal 23 maggio 1992. Una delle principali attività della mafia è il controllo della filiera dei prodotti agricoli che finiscono sulle tavole dei consumatori europei: i dettagli da Enzo Savignano.

30 anni fa la strage di Capaci

COSMO italiano 23.05.2022 20:49 Min. Verfügbar bis 23.05.2023 COSMO Von Luciana Caglioti


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Le mafie in Germania

“Le mafie in Germania hanno i colletti bianchi e agiscono soprattutto sul tessuto economico della società e il loro punto forte è il riciclaggio di denaro”, spiega Alessandro Bellardita magistrato, docente di diritto penale alla Hochschule für Rechtspflege a Schwetzingen e giornalista. Ha scritto La fine della mafie - a lezione di Giovanni falcone edito da AltreMenti. È stato inoltre dal 2015 al 2017 magistrato presso la Procura di Heidelberg, dove si è occupato di narcotraffico e criminalità organizzata.

Come viene percepito il fenomeno mafie dalla politica tedesca

“I politici tedeschi conoscono il fenomeno però la stragrande maggioranza lo ignora. E questo è l’insegnamento di Giovanni Falcone che prima bisogna avere la volontà politica per voler veramente sconfiggere e combattere la mafia”, aggiunge Bellardita.Il giudice-scrittore sostiene che anche in Germania sarebbe necessaria la creazione di una procura antimafia indipendente. "Solo i giudici sono indipendenti. È questo è un errore della Costituzione tedesca", sottolinea Bellardita.

In Germania non esiste il 416bis

“Una norma sull’associazione a delinquere a stampo mafioso purtroppo in Germania ancora non esiste. Introdotta in Italia dal procuratore Pio La Torre, ucciso 40 anni fa, che intuì che la mafia bisogna combatterla rendendo criminale il mafioso stesso”. Secondo Bellardita fino a quando non sarà introdotta una legge di questo tipo difficilmente in Germania potranno essere veramente perseguiti i mafiosi. Infine, mancando anche una legge simile al 416bis, mancano anche leggi che consentano alla Giustizia di proteggere meglio i pentiti di mafia. “Giovanni Falcone ha dimostrato che senza i pentiti non si può istituire un processo”, conclude Bellardita.

Il ricordo di Falcone dell’amico Giuseppe Ayala

capaci

La strage di Capaci del 23 maggio 1992

"Il nostro è stato un rapporto nato fuori dal palazzo di Giustizia. Giovanni è cognato di Alfredo Morvillo, stava già all’epoca con la sorella di Morvillo, mio collega e fraterno amico", racconta Giuseppe Ayala, procuratore dell’antimafia di Palermo che lavorò per dieci anni accanto a Falcone. La sua energia e il suo simpatico accento siciliano conquistano ed invogliano ad ascoltare il suo racconto sul rapporto privato e lavorativo e anche sulla sua amicizia e di scambio intellettuale con il giudice Falcone. “Parlare di amicizia forse è riduttivo le poche vacanze le facevamo sempre insieme. Ci vedevamo ogni sera. Un legame fortissimo”.

Le nuove frontiere della mafia: le agromafie

Si tratta di attività illecite della criminalità organizzata, in questo caso parliamo di Cosa Nostra siciliana, ‘Ndrangheta calabrese e Camorra campana; di attività che coinvolgono tutto il comparto agricolo e la filiera alimentare. Le criminalità organizzate investono il loro denaro sporco, proveniente da traffici illeciti, in particolare droga e sfruttamento della prostituzione che poi viene reinvestito in settori cosiddetti puliti. Secondo l’Osservatorio sule Agromafie le normative vigenti in Italia in materia di reati agroalimentari sono insufficienti. Da qui l’inquietante espansione delle mafie nel settore agroalimentare. Il giro di affari complessivo è stimato intorno ai 24,5 miliardi di euro l’anno, che rappresenta il 10% del fatturato complessivo criminale del nostro Paese.

Il caporalato e le Agromafie

Quando parliamo di caporalato dobbiamo pensare a forme di criminalità che lucrano sui poveri braccianti, spesso migranti, per ottenere forme di ricchezza e creare business su quei pochi euro che guadagna un giornaliero, sottopagato e sfruttato. Il fenomeno del caporalato è ampiamente diffuso nel sud Italia, in particolare in Calabria, ma anche in altre zone del Paese. E secondo ricercatori dell’Osservatorio sulle agromafie si sta diffondendo anche in Grecia e Spagna.

Agromafie in Europa

La diffusione e il coinvolgimento europeo può essere visto sotto due aspetti. Il primo, come sottolineano i ricercatori dell’Osservatorio sulle agromafie, è l’utilizzo dei fondi europei da parte di imprenditori all’apparenza onesti che in realtà fanno riferimento alle mafie. A questi fondi si può accedere piuttosto facilmente e le istituzioni europee hanno un sistema di controllo meno ingerente e quindi meno efficace di quello italiano che, ricordiamo, prevede il reato di associazione mafiosa, non previsto in Germania.

I prodotti coinvolti e il commercio on-line

Le mafie praticamente hanno il controllo  di parte della produzione e distribuzione di determinati prodotti agricoli e alimentari molto richiesti in Italia ed in Europa : pomodori pachino, olio extravergine, vini, ma anche prodotti caseari come la mozzarella di bufala. Il controllo e la presenza mafiosa è riscontrata anche e soprattutto nel trasporto su gomma. Le mafie si stanno anche infiltrando nel web : la compravendita di prodotti alimentari italiani in internet è la nuova frontiera del commercio all’ingrosso ma anche al dettaglio che garantisce ottimi guadagni a basso rischio. Questa nuova forma di compravendita, secondo l’osservatorio sulle agromafie, rappresenta una torta di 100 miliardi di euro su cui la mafia sta gettando i suoi tentacoli.