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L'euro compie 20 anni

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COSMO italiano 12.01.2022 26:09 Min. Verfügbar bis 12.01.2023 COSMO Von Filippo Proietti


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L'euro compie 20 anni

di Filippo Proietti e Giulio Galoppo

Sono trascorsi vent'anni da quando, l'1 gennaio 2002, i bancomat di 12 Paesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia e la Germania, iniziarono a distribuire la nuova valuta, l'euro. Da allora, la moneta unica ha vissuto anni turbolenti, con crisi economiche e conseguenti austerità. Con Giulio Galoppo ne ripercorriamo le fasi salienti. Giacomo Corneo, professore di Finanza pubblica alla Freie Universität di Berlino, ci parla dell'impatto dell'euro sulla Germania, mentre Federico Fubini, giornalista economico del Corriere della Sera, ci aiuta a guardare alla situazione italiana e al futuro dell'euro.

Euroscheine

Buon compleanno euro!

Gli inizi

La nascita ufficiale della moneta unica europea risale al 2 maggio 1998, quando fu annunciata attraverso un comunicato del Consiglio dei Ministri europei. Ma la sua storia comincia circa 40 anni prima. È stato un lungo percorso preparatorio, infatti, quello che ha poi portato all’introduzione dell’euro l'1 gennaio 1999, anche se per i primi tre anni, rimane praticamente invisibile, perché utilizzato solo a fini contabili e per i pagamenti elettronici. Le monete e le banconote entrano in circolazione l'1 gennaio 2002. L’introduzione della moneta unica è considerata oggi uno dei risultati più tangibili dell’integrazione europea insieme alla libera circolazione delle persone, al programma di scambio di studenti Erasmus e all’abolizione dei costi di roaming all’interno dell’UE.

L'eurozona e chi ne fa parte

Dagli iniziali 12 Stati membri aderenti alla moneta unica, siamo passati a 19. Ma ci sono Stati membri dell’UE che ancora usano la propria valuta nazionale. Si tratta di paesi come la Svezia e la Danimarca, la Polonia e la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Romania e la Bulgaria, mentre la Croazia, molto probabilmente adotterà l’euro dall’1 gennaio 2023. Altri paesi che non fanno parte dell’UE, invece, a seguito di accordi internazionali, hanno aderito all’euro: Montenegro e Kosovo, l’Andorra, Città del Vaticano, il Principato di Monaco e San Marino. L’euro in questi anni è cresciuto fino a diventare la seconda valuta più utilizzata al mondo. Da recenti studi è emerso che circa l’80% dei cittadini ritiene che l’euro sia un bene per l’UE.

Sfide e crisi dell'euro

Nel 2010, esplode all'interno dell'Unione europea una profonda crisi finanziaria. A lato di prestiti eccessivi, i governi ebbero problemi a finanziare ulteriori deficit di bilancio e servizi pubblici, in presenza di alti livelli di debito. Tra i membri dell'eurozona toccati dalla crisi vi furono prima di tutto la Grecia, seguita da Irlanda, Italia, Spagna e Portogallo. Fu creato così il Fondo europeo di stabilità finanziaria, sostituito nel 2012 dal Meccanismo europeo di stabilità, conosciuto anche come “fondo salva-stati”, oltre a un sistema di vigilanza comune per le banche europee. La celebre espressione di Mario Draghi di allora, “Whatever it takes”, costi quel che costi, stava a indicare che la BCE avrebbe fatto appunto tutto il necessario per salvare l'euro. Sono stati anni pesantissimi per l’euro, l’eurozona e, in generale, per l’Unione europea, ma hanno consentito all’euro di rafforzare il suo ruolo internazionale. Più recentemente, con l’esplosione della pandemia da Coronavirus e la conseguente crisi, l’UE ha adottato decisioni senza precedenti per proteggere ulteriormente vite e mezzi di sostentamento. Sono stati introdotti così, prima, un sistema temporaneo di assistenza finanziaria agli Stati membri (SURE), per attenuare i rischi di disoccupazione nell'emergenza, grazie al quale si sono potuti salvare circa 31 milioni di posti di lavoro, e poi, in un secondo momento, il piano per la ripresa dell’Europa, Next Generation EU, interventi grazie ai quali, l'eurozona ha potuto riprendersi rapidamente dagli effetti economici della pandemia.

Vecchie valute nazionali e altre curiosità

Pare che l’equivalente di ben otto miliardi e mezzo di euro, in valute nazionali, sia ancora in circolazione in Europa. Gli italiani, per esempio, possiedono ancora la lira italiana per un valore di circa un miliardo di euro. In Italia, però, le lire non possono più essere convertite in euro e sono buone solo per qualche cassetto colmo di vecchi ricordi. Ma sono i tedeschi quelli che faticano di più a separarsi dalla loro vecchia moneta. In Germania la Bundesbank non ha fissato alcun termine per la loro convertibilità in euro e meno male, perché più della metà del controvalore in marchi di quegli otto miliardi e mezzo di euro sta ancora in tasca ai tedeschi.

Esiste una moneta da 2 euro che ne vale però ben 22. Si tratta dei 2 euro raffiguranti la Basilica di San Marco a Venezia. Nel 2017, infatti, in occasione del 400° anniversario del completamento della Basilica veneziana, la Zecca dello Stato ha emesso un milione e mezzo di monete del valore nominale di 2 euro con la sagoma della celebre basilica. Vale la pena controllare nel proprio portafoglio.

L'euro in Germania e in Italia: la parola a due esperti

Ma quale è stato l'impatto della nuova moneta unica sulla Germania e quale sull'Italia? Per scoprirlo ci siamo rivolti a due esperti, Giacomo Corneo e Federico Fubini.

Stand: 12.01.2022, 18:30