Elezioni in Germania: i programmi sulla politica estera

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 10.09.2021 05:50 Min. Verfügbar bis 10.09.2022 COSMO


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Elezioni in Germania: i programmi sulla politica estera

di Enzo Savignano

Gli eventi in Afghanistan e il completamento dei lavori del gasdotto Nord Stream 2 probabilmente costringeranno tutte le forze politiche tedesche a rivedere i loro programmi su politica estera, europea e difesa. In vista del voto del 26 settembre Vincenzo Savignano riassume le posizioni dei diversi partiti.

EU-Flaggen

I programmi elettorali dei partiti tedeschi sulla politica estera

Su Europa, politica estera in generale, difesa ed impiego dell'esercito, i partiti hanno posizioni molto differenti. Sull'Unione europea puntano fortemente i partiti di governo di Unione (Cdu/Csu) e Spd. I Verdi vogliono trasformarla in una federazione "socioecologica". La Linke la vorrebbe fuori dalla Nato e da tutti i commerci di armi. Gli ultranazionalisti di AfD, invece, continuano ad avere posizioni antieuropeiste e anti euro.

Il fallimento afghano

Così è stato definito dai media ma anche da molti politici di quasi tutte le forze politiche. In particolare, secondo rappresentanti dei partiti a Bruxelles che seguono da più vicino le vicende europee e anche quelle della Nato, che ha la sua sede proprio a Bruxelles. Tutti parlano quanto meno di gravi errori e di una chiara dipendenza in materia militare dagli Stati Uniti. « L'evoluzione della situazione afghana, con il riutiro delle truppe ed il ritorno del regime talebano non erano previsti e quindi non c'è nel nostro programma di partito – spiega Michael Gahler, eurodeputato Cdu e membro della commissione esteri del parlamento dell'Ue – se intendiamo mantenere un rapporto duraturo, anche militare, con gli americani dobbiamo fare in modo di diventare un partner interessante e prezioso. Non dobbiamo essere un partner che ha solo bisogno del loro aiuto».

CDU: politica estera e di difesa

Gahler spiega che la CDU già prima dell'esplosione della vicenda afghana aveva sviluppato nuove idee e posizioni sulla politica militare tedesca ed europea. La Cdu intende continuare a puntare fortemente sulla partecipazione attiva della Germania all'Onu e alla Nato. Previsto il rafforzamento e sviluppo del programma di integrazione delle forze armate Pesco (Cooperazione strutturata permanente), controfirmato nel 2018 da 25 dei 27 Paesi europei. Il piano dovrebbe conferire all'Ue maggiori capacità e poteri non solo logistici, ma anche operativi per le truppe nazionali. La Cdu intende inoltre portare al 2% la parte del prodotto interno lordo federale da investire nel settore militare. Si parla di nuovi armamenti e tecnologie ma si escludono i droni armati, mentre si vuole aumentare l'esercito a 203.000 unità rispetto alle 184.000 di adesso.

Gli altri partiti su esteri e difesa

Nel programma della Spd, spesso in difficoltà come partner di governo della Cdu sul tema della vendita di armamenti a stati dittatoriali, non si precisa la cifra del Pil da devolvere al settore difesa. La Spd si definisce un partito pacifista e chiede un mondo senza armi atomiche. I Verdi sono su posizioni simili alla Spd, ma non vogliono in nessun caso maggiori investimenti nel settore militare. I liberali della Fdp sono invece su posizioni più vicine ai cristiano-democratici e chiedono di riavviare il dialogo con Mosca in materia di difesa. AfD da parte sua intende rafforzare la posizione della Germania nella Nato e chiede un seggio permanente per la Germania nel Consiglio di sicurezza dell'Onu. La Linke, infine, ribadisce il suo no alla Nato e al commercio di armi.

Politica europea

Tutti i partiti, tranne AfD, sempre su posizioni nettamente antieuropeiste, danno grande importanza al tema e vedono nell'Ue, l'ambito politico sovrastatale dove sviluppare e migliorare le proprie idee e i programmi politici nazionali. Tuttavia sempre più politici tedeschi, anche tra quelli di spicco a Bruxelles, vedono un futuro complicato per l'Ue. L'ex ministro federale della Giustizia, Katarina Barley, dei socialisti europei, vede nuovi rischi provenire dall’Est europeo. «L'Ue – spiega Barley - ha aperto, infatti, due procedure d'infrazione nei confronti di Ungheria per la violazione dei diritti della comunita Lgbt e in Polonia per la scarsa indiperndenza del potere giudiziario rispetto a quello esecutivo».

Rapporti con la Russia

Le questioni ungherese e polacca secondo analisti ed esperti potrebbero favorire l'ingerenza e l'interferenza politica ed economica della Russia di Vladimir Putin in Europa. Pochi giorni fa inoltre sono terminati i lavori di realizzazione del controverso e discusso Nord Stream 2. In teoria il nuovo gasdotto dovrebbe risolvere il problema dell'approvvigionamento energetico tedesco ma apre una questione geopolitica di difficile soluzione tra Russia, Germania, Ue e Stati Uniti. «Il Nord Stream 2 – spiega Ska Keller, leader dei Verdi tedeschi all'europarlamento - è un grave errore che causerà grandi problemi nei rapporti transatlantici. Non capisco come il governo tedesco e la cancelliera abbiano potuto prendere questa decisione» - conclude Ska Keller.

Stand: 10.09.2021, 18:28