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Ancora violati i diritti delle donne

COSMO italiano 27.10.2022 19:43 Min. Verfügbar bis 27.10.2023 COSMO Von Francesco Marzano


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Ancora violati i diritti delle donne

Stand: 27.10.2022, 17:56 Uhr

a cura di Francesco Marzano, Giulio Galoppo e Daniela Nosari

La Germania non fa abbastanza per tutelare le donne dalla violenza: lo critica il Consiglio d'Europa in un recente rapporto. E anche in Germania i femminicidi sono all'ordine del giorno, ma c'è meno consapevolezza, anche se il Ministro della Giustizia Buschmann annuncia di voler migliorare le cose. Ce ne parla Giulio Galoppo. Di diritti violati delle donne parla anche il festival "FrauenWelten" a Berlino. E il nuovo governo italiano rimette in discussione le norme sull'aborto.

Transparent: Man(n) tötet nicht aus Liebe

Anche in Germania, come in Italia, la violenza misogina è all'ordine del giorno

Il rapporto del Consiglio d’Europa relativo alla violenza sulle donne

Il rapporto nasce dall’esigenza di verificare l’avvenuta applicazione di quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul, redatta dallo stesso Consiglio d'Europa nel 2011. Firmando la Convenzione, la Germania si è impegnata a prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne. Ma il rapporto ci dice che manca ancora un piano d'azione nazionale. Il Consiglio d'Europa, va ricordato, è un organo che non fa parte dell'UE e promuove, la democrazia e i diritti umani nei suoi 46 Stati membri. Per la stesura del rapporto, gli esperti del Consiglio hanno incontrato in Germania rappresentati delle regioni, dello Stato e  di oltre 40 ONG.

Necessità di più consultori e case di accoglienza

Il gruppo ha chiesto che tutte le donne vittime di violenza abbiano libero accesso a centri speciali per vittime di violenza domestica. Serve quindi una rete più vasta di consultori e case di accoglienza, che esistono, ma spesso con lunghe liste d'attesa. Berlino, per esempio, con i suoi quasi 4 milioni di abitanti, ha solo un centro di consulenza per le vittime di stupro. Anche le donne rifugiate, che vivono in alloggi collettivi, devono avere accesso a centri di consulenza. Per loro persistono problemi di sicurezza, anche a causa del fatto che le stanze dei centri di accoglienza non sono separate per sesso.

Programmi di formazione di personale specializzato e competente

Le associazioni che lottano per i diritti delle donne hanno sottolineato che, sebbene quasi tutte le accademie di polizia a livello regionale offrano percorsi formativi in questo senso, le conoscenze acquisite siano solo di base e insufficienti a una risposta adeguata al problema da parte delle forze dell’ordine che sono, spesso, le prime a entrare in contatto con le vittime.

La violenza tra le mura domestiche

Come spesso accade, gli aggressori possono essere i partner, i padri, i parenti stretti. Il rapporto condanna, non a caso, il fatto che in Germania i padri violenti ottengano la custodia o il diritto di visita dei figli senza tenere sufficientemente conto dei problemi di sicurezza delle donne, ma anche dei bambini. La violenza sessuale tende a essere giudicata con maggiore clemenza se l'autore è un partner attuale o precedente. In generale, pare che nel sistema giudiziario tedesco persistano “stereotipi negativi di genere e atteggiamenti di inversione tra colpevole e vittima”, dice il rapporto.

Il femminicidio in Germania

La portata della violenza misogina in Germania è sconcertante. Già quest’estate, il ministro della Giustizia Buschmann ha annunciato di voler cambiare il codice penale per ottenere pene più coerenti, affermando che gli atti di violenza non devono essere banalizzati come “tragedie private”. La violenza contro le donne è molto più comune di quanto si sappia e si immagini. Il numero di casi non segnalati sembra essere molto elevato e anche qui in Germania si comincia a parlare di ‘Femizid’, femminicidio. E gli omicidi riguardano tutte le fasce sociali.

Cosa intende fare la politica tedesca?

L’obiettivo del ministro Marco Buschmann è la modifica della sezione 46 del codice penale, che definisce le basi per la condanna e dovrebbe essere modificato per includere i motivi “specifici di genere” e “contro l'orientamento sessuale”. Così è stato concordato da SPD, Verdi e FDP nell'accordo di coalizione di inizio legislatura. Di fatto, l’intento non è molto diverso da quello che era espresso in Italia con il disegno di legge Zan, naufragato tragicamente un anno fa esatto, il 27 ottobre 2021.

Cyberstalking

Il Consiglio d'Europa ha lodato l'introduzione di un reato penale di violenza sessuale basato sulla mancanza di consenso della vittima. Gli esperti hanno anche lodato la criminalizzazione del cyberstalking e della condivisione di immagini su Internet. La qual cosa offre “un solido quadro giuridico per la dimensione digitale della violenza contro le donne".

Filmfest FrauenWelten

I diritti delle donne sono protagonisti della rassegna cinematografica FrauenWelten alla Kulturbrauerei di Berlino. Il festival, alla sua ventiduesima edizione, presenta oltre trenta cortometraggi, lungometraggi e documentari provenienti da più di venti paesi si concentrano sui diritti delle donne in diverse culture, come ci dice la direttrice del festival, Sabrina Kürzinger.

Frame aus dem Dokumentarfilm "The Deal" von Chiara Sambuchi: Princess Inyang Okokon

Un frame dal documentario di Chiara Sambuchi, "The Deal".

Tra i molti contributi, anche quello della documentarista italiana Chiara Sambuchi. “The Deal” documenta le macchinazioni delle cosiddette Confraternite nigeriane, diffuse in Europa. Grazie all'accesso esclusivo a conversazioni intercettate e alle dichiarazioni di testimoni chiave, il film svela la rete specializzata in traffico di esseri umani, soprattutto giovani ragazze costrette alla prostituzione, e contrabbando di droga. Il documentario sarà proiettato domenica 30 ottobre alle 17.15 alla Kulturbrauerei di Berlino.

Il diritto all’aborto in Italia

A che punto siamo in Italia con la tutela dei diritti delle donne? C'è preoccupazione proprio circa la limitazione delle libertà delle donne che potrebbe derivare dalle scelte del nuovo governo di destra. Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, ha proposto, ad esempio, un disegno di legge in Senato per legittimare l’idea dell’uguaglianza giuridica di embrione e neonato, dando al feto lo status di persona. Come osserva questo dibattito la Dott.ssa Mirella Parachini, ginecologa e vicesegretaria dell'Associazione Luca Coscioni? Con lei commentiamo anche l'attuale applicazione della Legge 194 in Italia.