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Il dibattito sull'allargamento della Nato

COSMO italiano 27.05.2022 20:31 Min. Verfügbar bis 27.05.2023 COSMO Von Luciana Caglioti


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Dibattito sull'allargamento della Nato

Stand: 25.05.2022, 18:00 Uhr

di Luciana Caglioti, Vincenzo Savignano e Cristiano Cruciani

A 25 anni dal "Patto fondatore" tra Russia e Nato che doveva garantire la pace in Europa, l'alleanza atlantica è in fase di espansione in seguito all'aggressione russa in Ucraina. Enzo Savignano ci spiega come funziona l'iter di adesione alla Nato, sul no di Erdogan all'ingresso di Svezia e Finlandia abbiamo parlato con la collega di Cosmo Fulya Cansen. Francesco Randazzo, docente di relazioni internazionali, ci parla dello stato delle forze armate russe.

NATO Mitglieder

Il patto fondatore di 25 anni fa

Non un accordo di pace bensì un tentativo concreto di porre fine definitivamente alla Guerra Fredda, alla divisione tra Est ed Ovest. L'allora presidente francece Jacques Chirac lo definì « un successo per la Russia, la Nato e l'Europa. Soprattutto un successo per la pace ». Anche per il cancelliere Helmut Kohl quella dichiarazione d'intenti tra patto atlantico e l'ex Unione Sovietica rappresentava « la fine della separazione dell'Europa ». A distanza di 25 anni di quella dichiarazione, di quel tentativo di accordo di pace resta ben poco e la guerra in Ucraina di questi mesi ne è solo una conseguenza indiretta.

Jeltsin firma, ma a Putin non piace l'accordo

La dichiarazione d'intenti del 1997, che da parte del Cremlino venne firmata dall'allora presidente della Federazione russa, Boris Jeltsin, prevedeva anche accordi militari: per esempio che la Nato si impegnava a non e dislocare armi nucleari nei Paesi dell'Europa dell'est o dell'ex Unione Sovietica che intendevano aderire al patto Atlantico, ma non rinunciava esplicitamente a rinforzare contingenti militari. Con l'ascesa al potere a Mosca di Vladimir Putin sono subito cambiate le cose. Putin fin da subito ha considerato l'espansione della Nato come una minaccia militare diretta alla Russia. Dopo l'attacco all'Ucraina e il conseguente tentativo di annettere le regioni di Crimea e Donbass sono anche cresciute le paure di Svezia e Finlandia, Paesi per decenni neutrali ma che ora hanno presentato formalmente domanda di adesione alla Nato.

La procedura di adesione alla Nato per Stoccolma e Helsinki

 Magdalena Andersson (r), Ministerpräsidentin von Schweden, und Ulf Kristersson, Vorsitzender der schwedischen Moderaten Sammlungspartei,

Ulf Kristersson e Magdalena Andersson (r)

L'articolo 10 del Trattato del Nord Atlantico recita che ogni Stato invitato può diventarne parte depositando il proprio strumento di adesione presso il governo degli Stati Uniti d'America. Il governo degli Stati Uniti d'America informerà ciascuna delle parti del deposito di ogni strumento di adesione. Secondo il Trattato Nord Atlantico tutti i 30 Paesi aderenti al Patto partecipano a due riunioni per esaminare la domanda di adesione ed esprimere la propria opinione. Entrambe si svolgono nella sede principale della Nato a Bruxelles. La prima è incentrata su questioni politiche, militari e di difesa, ed è tesa a verificare che tutte le condizioni preliminari all'adesione siano riunite. La seconda riunione è di natura più tecnica, per dibattere di questioni giuridiche, di risorse e sicurezza. Si stabilisce il contributo al bilancio comune, valutato in base al peso economico del Paese richiedente rispetto a quello degli altri membri dell'Alleanza.

Il voto nei singoli Paesi

Ogni Paese vota nei propri Parlamenti sulla domanda di adesione. Tutti i Paesi aderenti alla Nato trasmettono l'accettazione del nuovo membro al governo degli Stati Uniti, depositario del Trattato del Nord Atlantico. Solo dopo la ratifica si applica l'articolo 5 del Patto Atlantico ai nuovi aderenti, ovvero il principio "uno per tutti, tutti per uno". Per il 30mo Paese membro, la Macedonia del Nord, il processo di adesione è durato un anno.

Nel caso di Svezia e Finlandia tempi più rapidi ?

Stoccolma e Helsinki hanno già allacciato rapporti molto stretti con l'Alleanza, avendo partecipato a missioni nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq, oltre a d aver effettuato numerose esercitazioni congiunte. Paesi membri dell'Unione europea, Svezia e Finlandia usufruiscono, inoltre, della clausola di assistenza mutua prevista dall'articolo 42 paragrafo 7 dei Trattati dell'Unione europea. Clausola che li copre durante il processo di ratifica della loro adesione alla Nato. Stati Uniti e Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg spingono per un'accelerazione delle procedure di adesione di entrambi i Paesi. A velocizzare le procedure anche il fatto la Finlandia ha già inviato armi all'Ucraina. Inizialmente la Svezia intendeva mantenere una posizione di neutralità immaginando un conflitto breve ma il prolungarsi della guerra ha fatto cambiare idea al governo di Stoccolma.

I freni all'adesione di Svezia e Finlandia alla Nato

Le minacce russe dovevano rappresentare un deterrente. In particolare il Cremlino ha più volte sottolineato che nell'eventualita' di un ingresso di Stoccolma e Helsinki nell'Alleanza Atlantica, sarebbero state schierate testate nucleari russe nel Mar Baltico, dove Mosca controlla Kaliningrad, strappata alla Germania nazista dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma queste minacce, al contrario, potrebbero accelerare il piano d'adesione di Stoccolma e Helsinki mentre resta un ostacolo, anzi il principale ostacolo, la Turchia ed in particolare il suo presidente Recep Tayyp Erdogan che continua a dichiararsi contrario all'adesione dei due Paesi alla Nato.

La posizione di Ankara

Il presidente turco Erdogan è contrario all'entrata nell'Alleanza Atlantica dei due Paesi dell'Europa del Nord poiché, dice, darebbero ospitalità ai terroristi del Pkk, il partito curdo di estrema sinistra in Turchia che da decenni anni conduce una lotta armata contro il governo di Ankara. Erdogan ha definito Svezia e Finlandia un "focolaio di organizzazioni terroristiche". Secondo Fulya Cansen, redattrice di COSMO, il messaggio di Erdogan è rivolto a tutti i Paesi dell'Ue che, per motivi politici, non vogliono vendere le armi alla Turchia. Gli americani hanno escluso la Turchia dal programma F-35 di cacciabombardieri a bassa rilevabilità radar, dopo che Ankara aveva acquistato un sistema missilistico antiaereo dalla Russia. Naturalmente ci sono anche motivi di politica interna, sottolinea Cansen. L'anno prossimo in Turchia ci saranno le elezioni e Erdogan vuole dare un'immagine di sé forte, di un presidente capace di sfidare la Nato.

Il reale stato dell'esercito russo

Molti osservatori sono stati sorpresi dai punti deboli delle forze armate russe. Secondo Francesco Randazzo, docente di Storia delle relazioni internazionali presso l'Università degli studi di Perugia, la guerra in Ucraina, che inizialmente si credeva potesse essere una guerra lampo, si è rivelata essere invece un conflitto lungo ormai di mesi e di cui non si può ancora prevedere la fine. « La Russia sta utilizzando un vasto arsenale di armamenti sia nel settore terrestre sia in quello aereo e navale. I soldati russi si muovono su carri-armati da combattimento che sono anche veicoli di ultima generazione, ma sono stati dati alle truppe russe che operano nel Donbass fucili del XIX secolo », spiega Randazzo.