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Il lento declino degli ospedali tedeschi

COSMO italiano 09.06.2022 17:35 Min. Verfügbar bis 09.06.2023 COSMO Von Filippo Proietti


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Il lento declino degli ospedali tedeschi

Stand: 09.06.2022, 17:47 Uhr

a cura di Filippo Proietti, Giulio Galoppo, Daniela Nosari e Tommaso Pedicini

Da circa due mesi il personale sanitario del Nordreno-Vestfalia è in sciopero per chiedere migliori condizioni di lavoro. Il problema della mancanza di infermieri è noto e annoso. La causa, secondo molti, è insita nel sistema sanitario tedesco. Basato sul profitto prima che sul bene del paziente: questa l'accusa di chi chiede di riformarlo. La mancanza di personale negli ospedali dipenderebbe cioè dal sistema stesso con cui si finanziano le cliniche. Uno studio ad esempio della Hans Böckler Stiftung, fondazione vicina ai sindacati, punta il dito contro le cosiddette “Fallpauschalen”. Ne parliamo con la collega Elisabetta Gaddoni. Con Luisa Mantovani-Löffler, primaria della clinica oncologica St. Georg di Lipsia, analizziamo poi gli effetti della progressiva privatizzazione degli ospedali sul lavoro dei medici.

Streikschild: Bitte sterben Sie langsam, wir haben keine Zeit

Il personale sanitario del NRW in sciopero per migliori condizioni lavorative

Il finanziamento degli ospedali in Germania

Dal 1972 vige un sistema di finanziamento duale. Questo significa che i 16 Länder finanziano gli investimenti, quindi le spese per la costruzione, la ristrutturazione o la chiusura degli ospedali. Ogni Land quindi versa i fondi necessari alle cliniche della regione. Per quanto riguarda invece i costi di gestione, in particolare quelli che riguardano direttamente le cure mediche ai pazienti, più o meno il 90% delle spese complessive, essi vengono corrisposti all’ospedale dalle casse malattia, le Krankenkassen.

Il ruolo delle casse mutue e la “Fallpauschale”

Dal 2004 sono cambiati i criteri secondo cui le casse malattia risarciscono le spese per le prestazioni mediche in ospedale. Mentre prima veniva corrisposta una quota giornaliera per ogni giorno di permanenza in ospedale, oltre ai compensi per le operazioni, nel 2004 è stato introdotto il principio della “Fallpauschale”, ovvero dei compensi fissi per tipi specifici di prestazione che vengono corrisposti indipendentemente dai giorni di permanenza in ospedale. Il motivo che portò all’introduzione della Fallpauschale era proprio evitare che le permanenze in ospedale venissero prolungate oltre il necessario, per incassare di più. Nel sistema della Fallpauschale i compensi fissi per trattamento medico sono fissati in un catalogo abbastanza complicato che contempla oltre 1.300 tipi di prestazioni mediche e ulteriori costi aggiuntivi variabili. Per fare un esempio: mentre un’operazione per appendicite viene pagata 2.350 euro (secondo i dati di un anno fa), un trapianto del fegato rende agli ospedali 32.000 euro.

Ärzt:innen im OP-Saal

Anche per i medici la pressione sul lavoro è enorme

In un’ottica di mercato si potrebbe pensare che gli ospedali tendano a prediligere le operazioni più costose rispetto a quelle meno remunerative e questo è, infatti, proprio l’argomento principale di chi critica il sistema dei compensi fissi per tipi di prestazione. Perché nel momento in cui gli ospedali devono funzionare come un’impresa privata e finanziarsi in base alle prestazioni effettuate, per arginare gli ammanchi nel bilancio possono finire per privilegiare le prestazioni più costose, finendo magari per fare più operazioni del necessario. Ed è proprio quello che è successo in molti ospedali, come ha confermato uno studio del 2012. Ad aumentare pare siano stati proprio gli interventi pagati meglio dalle casse malattia. D’altra parte i pazienti che hanno bisogno non di operazioni ma semplicemente di cure, con permanenze più lunghe in ospedale, vengono dimessi spesso troppo in fretta. E comunque molto difficilmente gli ospedali, - che siano pubblici o privati- , riescono a fare quadrare il bilancio, anche perché spesso devono finanziare macchinari molto costosi, per cui finiscono per tagliare le spese per il personale. Con le conseguenze che vediamo.

Proposte per una possibile riforma del sistema

Già nel 2019 era stata decisa una modifica, dopo che a livello di media e di opinione pubblica si era discusso molto delle pessime condizioni di lavoro in ospedale e della crescente carenza di personale. Ma per via della pandemia il nuovo regolamento, entrato in vigore nel 2020, è operativo finora in pochi ospedali. Che cosa prevede? Alla cosiddetta Fallpauschale è stato aggiunto un compenso separato per i costi dell’assistenza al paziente, il cosiddetto “Pflegebudget”, e sono state fissate soglie minime sotto le quali il personale degli ospedali non può scendere. Questi correttivi però non sono stati giudicati sufficienti perché, dopo anni di risparmi sull’assistenza, è difficile ora, anche volendo retribuirlo di più, trovare il personale. Spesso poi queste misure si traducono solo in acrobazie contabili da parte degli ospedali, senza che le cose cambino realmente.

La posizione dell’attuale ministro per la Salute, Karl Lauterbach

Lauterbach, che nel 2004 era consigliere dell’allora ministra della Salute socialdemocratica, Ulla Schmidt, e si era dichiarato totalmente a favore dell’introduzione del sistema della Fallpauschale, nel frattempo ammette che il sistema ha bisogno di correttivi. Secondo lui comunque la cosa più importante sarebbe ridurre ulteriormente il numero di ospedali, in modo da concentrare i posti letto in cliniche specializzate e ottimizzare sia le prestazioni che l’assistenza, invece che distribuire i pazienti tra tanti ospedali, e poi non disporre del personale sufficiente ad assisterli adeguatamente.

Troppi ospedali in Germania

La Germania ha, infatti, più ospedali di ogni altro paese dell’Unione europea, in rapporto alla popolazione, anche se da decenni il numero diminuisce progressivamente. Attualmente ce ne sono 1.900, ma, secondo un recente studio della fondazione Bertelsmann, il numero ideale sarebbe di circa 600. Il problema è che le strutture ospedaliere esistenti non sono distribuite in maniera omogenea, ce ne sono molte nelle città e poche nelle aree rurali o lontane dalle città, per cui sarebbe sicuramente dannoso chiudere ospedali là dove ce ne sono già pochi.

Le conseguenze del sistema sul lavoro dei medici

Da un sondaggio della principale rivista medica tedesca “Ärzteblatt” sul tema della progressiva privatizzazione degli ospedali, risulta che su 1000 medici intervistati quasi tutti concordano sul fatto di subire una forte pressione economica negli ospedali e nelle cliniche in cui lavorano. Una pressione che incide negativamente sulla cura dei pazienti e sul tempo a loro dedicato. Di questo parliamo con la Dott.ssa Luisa Mantovani-Löffler, primaria della clinica oncologica St. Georg di Lipsia.