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Obbligo vaccinale, pro e contro

Ascolta l'intervista a Giulio Galoppo

COSMO Radio Colonia - Beitrag 16.11.2021 07:26 Min. Verfügbar bis 16.11.2022 COSMO


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Obbligo vaccinale, pro e contro

di Giulio Galoppo

Già introdotto in molti paesi della UE, come, per esempio, Italia, Francia e Belgio, l'obbligo vaccinale per cateogrie professionali specifiche è ancora in discussione in Germania, dove il numero dei contagi aumenta in maniera esponenziale e le terapie intensive sono già ai limite delle loro capacità. Ne parliamo con Giulio Galoppo.

Impfpflicht

Qual è la posizione attuale di SPD, Grüne e FDP, ovvero della cosiddetta Ampelkoalition, rispetto alla possibilità di introdurre l’obbligo di vaccinazione per alcune categorie professionali?

SPD, Verdi ed FDP dicono che si troverà un accordo entro questa settimana. Intanto, Olaf Scholz, attuale vicecancelliere si è detto soddisfatto che se ne parli. Scholz è cioè a favore di un dibattito sulla vaccinazione obbligatoria contro il Coronavirus, almeno per alcuni gruppi professionali, per esempio per chi si occupa di assistenza sanitaria, chi lavora in case di cura, o nelle scuole. Mentre i partiti della probabile futura coalizione di governo ancora valutano pro e contro e il come, c’è chi, invece, ha le idee ben chiare. È il caso di Markus Söder, segretario generale della CSU e governatore della Baviera, il quale oltre all'obbligo vaccinale, punta ad anticipare la somministrazione delle terze dosi e al cosiddetto 2G in tutta la Germnia, cioè l'accesso solo a vaccinati e guariti dal Covid.

L'obbligo di vaccinazione dovrà comunque essere valutato in base a quel che prevede la costituzione. È possibile introdurre tale obbligo in Germania?

Il costituzionalista Christian Pestalozza, in un’intervista rilasciata al Redaktionsnetzwerk Deutschland, ha dichiarato che l'introduzione della vaccinazione obbligatoria contro il Covid-19 è, in determinate situazioni, addirittura inevitabile. Se le misure adottate non sono sufficienti a combattere la pandemia, i politici potrebbero essere addirittura obbligati, proprio costituzionalmente, ad adottare misure più severe, come ad es. la vaccinazione obbligatoria. Non solo per gruppi professionali specifici ma per tutta la popolazione. Gli fa eco il giurista Gilbert Häfner, il quale aggiunge che una legge che introduca l’obbligo di vaccinazione deve essere comunque l’ultima ratio, e introdotta se nessun’altra misura tuteli la salute di tutti e, quindi, le vite umane.

Il dibattito sull’eventualità della vaccinazione obbligatoria contro il Coronavirus non può ovviamente non coinvolgere la scienza e la medicina. Sul tema si è espressa in maniera favorevole infatti anche l’Accademia Nazionale delle Scienze, Leopoldina. Quali sono le condizioni?

La Leopoldina suggerisce che venga reso obbligatorio il vaccino al personale infermieristico, gli insegnanti e altri gruppi professionali a contatto continuo con categorie a rischio. Anche il Comitato etico tedesco si è pronunciato a favore della vaccinazione obbligatoria in aree dove si curano persone particolarmente vulnerabili. Si pensa anche qui ai dipendenti che forniscono assistenza professionale ai malati gravi o cronici e alle persone molto anziane, come i medici e infermieri, ma anche gli operatori dei servizi sociali, i badanti, gli accompagnatori quotidiani o gli addetti alle pulizie. Scienziati e scienziate della Leopoldina consigliano, inoltre, di introdurre misure come il 2G e 3G - cioè controlli su vaccinati, guariti e con test negativo sul posto di lavoro e una regolamentazione relativa alla segnalazione dello stato di vaccinazione dei dipendenti. Ciò dovrebbe essere stabilito nell'ordinanza sulla salute e la sicurezza sul lavoro. Al momento, i datori di lavoro non sono autorizzati a chiedere lo stato di vaccinazione dei loro dipendenti per motivi di protezione dei dati. Ma il ministro dell'economia Peter Altmeier si è detto a favore.

C’è tuttavia chi sostiene che l'obbligo del vaccino debba essere esteso al luogo di lavoro e non alla professione. Cosa si intende esattamente?

Sì, è quanto suggerisce, tra glia altri, Christian Schneider della SPD. Invece di mirare a gruppi specifici (solo gli infermieri o i medici), l'obbligo vaccinale in questo caso dovrebbe essere legato a tutta la struttura. Non sono solo gli infermieri, infatti, ad avere contatti con i gruppi vulnerabili nelle cliniche e nelle case di cura, ma anche i parenti, gli addetti alle pulizie e il personale di cucina, per esempio. Anche questi dovrebbero essere soggetti a vaccinazione obbligatoria.

E ci sono voci contrarie a un’eventuale introduzione dell’obbligo di vaccinazione?

Molte, ovviamente. Tra queste si leva anche quella di alcuni sindacati, come quello degli insegnanti, GEW, Gewerkschaft für Erziehung und Wissenschaft. Secondo la presidente del sindacato Maike Finnern, la via d'uscita dalla pandemia è solo attraverso un alto tasso di vaccinazione in tutta la popolazione, senza obblighi a categorie professionali specifiche, e un comportamento adeguato per proteggere se stessi e gli altri. Anche il sindacato Verdi e quello per le professioni infermieristiche, il Deutscher Berufsverband für Pflegeberufe, sono dello stesso avviso.

Stand: 16.11.2021, 18:45