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Coronavirus: le misure tedesche

Ascolta l'intervista a Cristina Giordano

COSMO Radio Colonia - Beitrag 09.03.2020 06:35 Min. Verfügbar bis 09.03.2021 COSMO

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Coronavirus: le misure tedesche

di Cristina Giordano

Scetticismo e dubbi tra gli italiani in Germania sulle misure adottate dal governo tedesco per contrastare il Coronavirus. Quanto è preparata la Germania? Il punto di Cristina Giordano.

Corona Ambulanz

Ospedali tedeschi attrezzati per il Coronavirus

Mentre l’Italia isola regioni intere, la Germania sceglie vie più blande. Musei aperti, stadi pieni. Perché?
La strategia adottata è quella di valutare caso per caso. Ecco perché la Fiera del Libro di Lipsia è stata annullata, mentre la Litcologne partirà domani (10 marzo) a Colonia (ndr: nel frattempo la Litcologne è stata ufficialmente cancellata). I motivi per cui alcuni eventi vengano annullati ed altri no, non sono chiari e questo crea confusione. Generalmente si basano su grandezza degli spazi e numero di visitatori attesi. Ieri il ministro della salute Jens Spahn (Cdu) ha invitato comunque a cancellare manifestazioni con un pubblico superiore alle 1000 persone. Nel frattempo oggi, ha detto di essere in contatto con città, comuni e con la Lega Calcio (DFB) per concordare restrizioni, che potrebbero arrivare nelle prossime settimane.

Perché qui non sono state chiuse le scuole?
Ad oggi sono state chiuse le scuole in cui è stato accertato almeno un caso di infezione, ad esempio a Heinsberg – il focolaio più ampio in Nordreno-Vestfalia o a Neustadt/Dosse nel Brandeburgo. Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institut è contrario a una chiusura totale perché secondo i dati fino ad oggi raccolti i bambini non sarebbero grandi portatori del virus. La Germania qui sta adottando una linea più pragmatica, anche perché è probabile che la situazione si protragga per mesi. Il governo non vede in ciò solo il lato negativo: più lenta e più lunga è la diffusione del virus, l’obiettivo è rallentarla, più tempo ci sarà per mettere a punto un vaccino o un medicinale. Come quello al quale stanno lavorano i ricercatori dell’Università di Göttingen, in modo da bloccare il virus quando attacca le cellule delle vie respiratorie e dei polmoni. Un primo test sembra abbia avuto successo.

La diffusione del virus sta tuttavia crescendo anche qui, la Germania è pronta?
Secondo la Deutsche Krankenhausgesellschaft, la confederazione degli ospedali in Germania, ci sono attualmente 28.000 posti letto in rianimazione contro i 5000 italiani di servizio pubblico e circa 2700 nel settore privato – numero riportato dalla stampa, ma non confermato dal ministero della salute. Inoltre la confederazione degli ospedali tedeschi ricorda che ogni stanza singola di un ospedale tedesco può essere trasformata per la terapia intensiva, ad esempio provvedendo ad installare sistemi di isolazione e disattivando il sistema di ventilazione. Gli ospedali si stanno organizzando anche con idee creative per i test. Nella clinica di Gross Gerau è stato aperto un "Corona-Drive in", i pazienti sospetti possono essere testati con il tampone, seduti tranquillamente nella loro auto. Evitando così di diffondere il virus negli spazi dell’ospedale.

In Italia i morti sono saliti a 366 (secondo il sito del ministero della salute). In Germania fino ad ora si sono registrati due morti, un uomo 59enne, che era stato in Egitto in crociera sul Nilo e una donna 89enne ad Essen. Come mai questa differenza?
La differenza risiede principalmente nella fascia di età dei pazienti testati – in Germania la media è di 40anni. In Italia sono stati testati pazienti più anziani, ecco spiegata la maggior percentuale di letalità, questo secondo Lothar Wieler del Robert Koch Institut : "In germania più del 70% dei pazienti testati positivi sono tra i 20 e i 50 anni, con una media di 40 anni". Questo però non esclude che i morti possano aumentare anche in Germania. Va inoltre smentita la notizia secondo la quale, la Germania non effettuerebbe tamponi. Nonostante il Robert Koch Institut non fornisca dati ufficiali e Spahn abbia ribadito che non esiste l’obbligo di dare i dati sui test negativi. L’Unione delle casse mutue – Kassentärtzliche Bundesvereinung – ha confermato che solo nella scorsa settimana sono stati effettuati 35.000 tamponi dai medici di base. A questi vanno aggiunti tutti quelli effettuati negli ospedali. I test vengono effettuati ogni qualvolta i medici lo ritengono opportuno, anche se il paziente non è stato direttamente in contatto con persone contagiate, le casse mute sono sempre obbligate al rimborso. E questo vale anche per gli ospedali.

Chiariamo anche la notizia secondo la quale il virus in Italia sarebbe arrivato dalla Germania. È così ?
La Germania non ha nascosto la notizia del primo caso in Baviera (28 gennaio) riportata peraltro anche dai media italiani. I due virus - quello bavarese e quello di Codogno sono stati messi a confronto e secondo Christian Drosten, direttore dell’Istituto di Virologia alla Charitè di Berlino, non ci sarebbero legami diretti, entrambi molto probabilmente arrivano da un ceppo del virus presente a Wuhan, in Cina.

Stand: 09.03.2020, 18:20