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Psicosi anticinese

Ascolta l'intervista a Francesco Wu

COSMO Radio Colonia - Beitrag 05.02.2020 03:29 Min. Verfügbar bis 04.02.2021 COSMO


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Psicosi anticinese

di Giulio Galoppo e Luciana Caglioti

Si moltiplicano gli episodi di discriminazione nei confronti di cinesi residenti in Italia e di turisti asiatici in visita nel Bel Paese. E mentre le attività commerciali ne risentono, nascono le prime iniziative di solidarietà verso la comunità cinese.

Chinatown in Mailand

Un'immagine di Via Paolo Sarpi, centro della presenza cinese a Milano

Ascolta l'intervista a Dario Nardella

COSMO Radio Colonia - Beitrag 05.02.2020 04:54 Min. Verfügbar bis 04.02.2021 COSMO


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Insulti, divieti ed episodi di discriminazione sono ormai all’ordine del giorno. Ne paga le conseguenze soprattutto la comunità cinese italiana, sia dal punto di vista umano, che da quello economico. Le attività commerciali accusano, infatti, il colpo dell’ondata di pregiudizi esplosa in seguito alle notizie di (pochissimi) casi di Coronavirus nello Stivale.

Infondati i timori di contagio attraverso il consumo di pietanze servite nei ristoranti cinesi, ci conferma Francesco Wu, membro del direttivo di Confcommercio Milano/Brianza e rappresentante della folta comunità di commercianti della Chinatown più grande d'Italia, la zona milanese di via Paolo Sarpi. Il Coronavirus, infatti, non è trasmissibile se non attraverso starnuti e colpi di tosse. Eppure, i ristoranti cinesi sono praticamente vuoti.

Non mancano iniziative volte a esprimere solidarietà alla comunità cinese. Una di queste è stata lanciata dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha dato vita all’hashtag #Abbracciauncinese. Nardella sottolinea anche la responsabilità della politica e dei media, che, in questi giorni, hanno fomentato il panico, invece che concentrarsi sui fatti e promuovere atteggiamenti solidali.

Stand: 05.02.2020, 18:30