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A cosa serve la COP 27?

COSMO italiano 08.11.2022 23:27 Min. Verfügbar bis 08.11.2023 COSMO Von Luciana Caglioti


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A cosa serve la COP 27?

Stand: 08.11.2022, 16:25 Uhr

di Luciana Caglioti, Vincenzo Savignano e Tommaso Pedicini

A Scharm El-Scheich, in Egitto, è iniziata l’annuale conferenza sul Clima, la Cop 27. Molti dubbi per gli obiettivi disattesi degli anni scorsi e quelli nuovi, sempre più difficili da raggiungere. Ma si spera in un accordo: il punto di Enzo Savignano. La difesa del clima e dell’ambiente va di pari passo con il grande tema della sostenibilità, ne parliamo con il sociologo di Colonia, Davide Brocchi. Infine diamo spazio a un progetto europeo sul turismo sostenibile.

cop27

L'entrata della sede della Cop27 a Scharm El-Scheich

Il monito di Gutierres

“L'umanità ha una scelta da compiere: o cooperare sul clima, o morire. Il mondo può decidere di andare verso una solidarietà sul clima, oppure rischia un suicidio collettivo”, ha sottolineato il segretario generale dell’Onu, Antonio Gutierres. Parole drammatiche che hanno fatto eco all’appello di alcuni Paesi composti da arcipelaghi di isole, come Figi, Samoa e Hawaii che rischiano di scomparire a causa dei cambiamenti climatici. Questo evento catastrofico, secondo un rapporto pubblicato solo lo scorso anno dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (Ipcc), potrebbe accadere entro i prossimi 80 anni. Maree anomale, cicloni, siccità prolungata e un generale aumento della salinità delle falde acquifere sono, secondo gli esperti, le prime allarmanti avvisaglie. Questi fenomeni negli ultimi anni si stanno manifestando in tutta la loro drammaticità anche in Europa, Italia e Germania comprese.

La Germania pronta a investire di più, ma non basta

Il cancelliere Olaf Scholz nel suo discorso ha ribadito l’impegno tedesco nella lotta ai cambiamenti climatici e ha garantito a riguardo un investimento di 170 milioni di euro da parte del governo federale, esclusivamente per tutelare il clima. Ma a molti è sembrata una cifra simbolica. Secondo uno studio presentato da un gruppo di esperti ed economisti alla Cop 27, solo i Paesi in via di sviluppo fino al 2030 per fronteggiare le conseguenze dei cambiamenti climatici avrebbero bisogno di 2.400 miliardi di euro all'anno. Parliamo di cifre spaventose, tuttavia finora gli Stati più avanzati a livello economico, Germania compresa, non si sono convinti ad investire di più per rallentare i cambiamenti climatici.

Gli obiettivi disattesi

La Cop26 di Glasgow ricordiamo si era conclusa con il tentativo di gettare le basi per la realizzazione di un accordo che consentisse di contenere l’aumento delle temperature sotto gli 1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali. Anche questa volta sarà molto difficile accordarsi su questo punto. Tutte le dichiarazioni dei leader mondiali, che hanno preceduto la conferenza in Egitto, hanno lasciato intendere che riuscire a trovare un accordo sul contenimento dell’aumento delle temperature media globali entro i 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali già sarebbe un successo enorme. Molti obiettivi fissati dalle Cop precedenti non sono stati raggiunti. Per esempio, pochi giorni fa a Berlino un consiglio di esperti ha presentato un rapporto in cui si afferma che la Germania non raggiungerà l’obiettivo di ridurre le emissioni nocive di C02 del 65% entro il 2030.

Le conseguenze della guerra in Ucraina

A causa dell’invasione russa, i prezzi delle fonti d’energia, in particolare quelle fossili come petrolio e gas, sono aumentati e gli approvvigionamenti si stanno riducendo in molti Paesi. Tutto questo ha rallentato l’adozione di fonti d’energia rinnovabili, più costose da attivare. Pertanto molti Paesi, anche quelli considerati tra i più ricchi, come la stessa Germania, stanno di nuovo aumentando la produzione energetica da fonti fossili, in particolare dal carbone. Quindi ora centrare determinati obiettivi come la riduzione di emissioni di CO2 sembra sempre più difficile.

Alla Cop27 non ci sono attivisti e ambientalisti

Oltre alle questioni prettamente ambientali e climatiche, in tanti hanno preferito boicottare la conferenza perché il Paese che la ospita, l’Egitto, ha sistematicamente violato diritti civili e politici. Gli abusi e le violazioni del governo egiziano sono una delle ragioni per cui l’attivista Greta Thumberg ha preferito non andare alla conferenza. La 19enne attivista ha definito la Cop 27 di Scharm “solo un’opportunità utilizzata dai potenti per ottenere attenzione con tanti diversi tipi di greenwashing”, inteso come ecologismo di facciata. Secondo molti attivisti, grandi aziende multinazionali e anche governi stanno mostrando una maggiore e comunque falsa sensibilità sui temi relativi alla salvaguardia ambientale e climatica solo per ottenere benefici in termini di profitti.

Una società sostenibile

libro

Il sociologo Davide Brocchi

Nel suo libro in italiano dal titolo "By disaster or by design?" - Dalla crisi multipla alla grande trasformazione sostenibile, edito da Mimesis, il sociologo di Colonia, Davide Brocchi, propone nuove strade per una trasformazione sostenibile e partecipata della nostra società. Il sindacalista brasiliano Chico Mendes diceva che "l'ambientalismo senza lotta di classe è semplicemente giardinaggio", con quest'ultimo libro, Brocchi sembra far sua questa frase e svilupparla, tentando di spiegare come la lotta per l'ambiente debba andare di pari passo con la trasformazione del sistema capitalistico.

Turismo sostenibile

Il turismo di massa spesso è causa di inquinamento e di aumento di emissioni. Ci sono, però, anche delle alternative che offrono un turismo sostenibile. È di questo che parla Simona Regina della RAI del Friuli Venezia Giulia nel suo approfondimento, realizzato nell'ambito della coproduzione della Comunità radiotelevisiva italofona "Con le buone o con le cattive". Simona Regina ha chiesto a Fabrizia Salvi del progetto europeo "Incircle" per il turismo sostenibile, come si può conciliare il turismo con la salvaguardia ambientale e ridurre l'impronta ecologica dei grandi flussi turistici.