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Nuovo decreto, nuove restrizioni

Ascolta l'intervista a Giulio Galoppo

COSMO Radio Colonia - Beitrag 19.10.2020 06:38 Min. Verfügbar bis 19.10.2021 COSMO


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Nuovo decreto, nuove restrizioni

di Giulio Galoppo

È l’undicesimo dall’inizio della pandemia da Coronavirus. Il nuovo DPCM, cioè il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, contro la seconda ondata di Coronavirus in Italia, è stato presentato ieri sera, 18 ottobre, da Giuseppe Conte al Paese, riunitosi davanti alla televisione.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio

Quali sono le nuove restrizioni introdotte da questo nuovo Decreto, a soli cinque giorni, per altro, dall'entrata in vigore del precedente DPCM, che fissava l'obbligo generalizzato di mascherine e lo stop alle feste?

Il governo interviene nuovamente, innanzitutto, nei luoghi della movida, nel tentativo di bloccare l’impennata di contagi da Covid-19. Ai sindaci l’incarico di valutare la necessità o meno di chiudere strade e piazze dalle ore 21. Confermati tutti i divieti e gli obblighi introdotti con il Dpcm firmato martedì scorso, quindi, come accennavi, la mascherina da indossare sempre sia all’aperto, sia al chiuso.

Soffermiamoci sui servizi di ristorazione, Giulio. Cosa riserva e a chi questo nuovo decreto?

In bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, le attività sono consentite dalle 5 del mattino sino alle 24 con consumo al tavolo, che avrà un massimo di sei persone. Se, invece, non si consuma al tavolo, l’attività è permessa sino alle 18. La ristorazione con consegna a domicilio è sempre consentita, mentre lo è fino a mezzanotte quella con asporto. Qui vige, attenzione, il divieto di consumazione sul posto o nelle immediate vicinanze. Vietate sagre e fiere di paese, mentre le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle 8 alle 21. L’obiettivo è sempre quello di evitare assembramenti. Sono previsti controlli e multe da 400 a 1.000 euro per chi non rispetta i divieti.

Nelle scorse settimane ci sono state diverse manifestazioni da parte degli operatori della cultura e dello spettacolo, che, a causa della pandemia, vivono da mesi nell’assoluta precarietà. A cosa vanno incontro ora, con il nuovo DPCM?

Questo nuovo decreto risparmia, effettivamente, cinema e teatri, che restano aperti. I posti a sedere devono essere, però, pre-assegnati e distanziati di almeno un metro.

Veniamo a un altro nodo cruciale nella gestione della pandemia, la scuola

Lo svolgimento delle lezioni scolastiche è davvero, in questa crisi pandemica, uno dei punti più critici. Il presidente Conte distingue nel suo recente decreto tra scuola primaria e secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado. A quest'ultima si richiede maggiore flessibilità con l'ingresso non prima delle 9 e turni anche pomeridiani, oltre alla possibilità di ricorrere, se necessario, alla didattica a distanza.

La modifica e l’alternanza degli orari di inizio e fine lezione, così come l’aumento della didattica a distanza garantiranno un utilizzo dei mezzi pubblici distribuito in diverse fasce orarie, evitandone così l’affollamento. La capienza dei bus e dei treni locali resta, infatti, fissata all’80 per cento dei posti. Necessario, a tal fine, quindi, anche l’implemento del cosiddetto smart working, il lavoro, cioè, da casa. Per ridurre i contagi lo si raccomanda, laddove possibile.

Cosa è stato deciso, invece, per le strutture sportive?

L’attività sportiva di base e quella motoria in genere, svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, restano consentite.

Il governo ha deciso di dare agli esercenti di queste strutture una settimana per adeguare i protocolli e verificarne il rispetto. Fra sette giorni, se le regole di distanziamento e igiene non saranno rispettate anche negli spogliatoi e nelle aree comuni, le strutture verranno chiuse.

Anche qui in Germania la situazione è seria. Qui, però, manca l’unità di intenti tra il governo federale e i governi dei singoli Länder

Sì, c'è molta confusione, soprattutto su due aspetti: il divieto di pernottamento e la chiusura di locali notturni e bar, cioè, la Sperrstunde. Nel Baden-Württemberg, nel Brandeburgo e nella Bassa Sassonia, per esempio, i tribunali hanno annullato i divieti di pernottamento con la motivazione che tali divieti per i turisti provenienti da zone a rischio costituirebbero una violazione sproporzionata dei diritti fondamentali. La Baviera e l'Assia hanno quindi annullato il divieto di propria iniziativa. Nello Schleswig-Holstein, al contrario, un tribunale ha stabilito che il divieto di pernottamento in quella regione è legittimo.

E per quanto riguarda la chiusura anticipata di locali notturni e bar?

La situazione è simile. In Bassa Sassonia, alcune località con un numero elevato di contagi, come Vechta e Cloppenburg, hanno la chiusura dei locali a partire dalle 23. In altri distretti con numeri altrettanto elevati, tali misure, invece, non esistono. A Berlino, il Tribunale amministrativo ha revocato la chiusura anticipata vigente tra le 23 e le 6. Tuttavia, l'abolizione, per ora, vale solo per gli undici esercenti che hanno presentato una denuncia. A Colonia e a Düsseldorf, la chiusura è anticipata alle 23.  Ma per chiudere, un'importante decisione: a partire da oggi, in tutti i Länder, è stata riattivata la possibilità di farsi prescrivere la “malattia” fino a sette giorni lavorativi dal proprio medico senza recarsi in ambulatorio, ma con una telefonata. Ciò è possibile solo, però, se si hanno disturbi, anche leggeri, alle vie respiratorie.

Stand: 19.10.2020, 18:45