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Gli ostacoli della coalizione „semaforo“

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 07.10.2021 05:19 Min. Verfügbar bis 07.10.2022 COSMO


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Gli ostacoli della coalizione „semaforo“

di Cristina Giordano

Spd, Verdi e Fdp hanno iniziato oggi i colloqui per sondare un’intesa. Tasse, indebitamento, clima e politica sociale: quali sono i nodi da sciogliere? Sullo sfondo di una giornata politica cruciale, Armin Laschet si è detto pronto a lasciare la guida della Cdu.

Olaf Scholz (Sdp), Annalena Baerbock (Verdi) und Christian Lindner (Fdp)

Oggi (7.10.21) Spd, Verdi e Fdp si sono incontrati per sondare una coalizione a tre. Potrebbe essere la prima volta nella storia della Repubblica federale tedesca di un governo con una  coalizione tra Socialdemocratici, Verdi e Liberali. Ma l’accordo ancora non c’è – i colloqui continueranno lunedì 11 ottobre – e molte sono le questioni aperte e i possibili ostacoli. Quali?

La politica fiscale

Spd e Verdi – lo hanno detto in campagna elettorale più volte, puntano a introdurre misure fiscali per agevolare piccoli e medi redditi e a tassare di più i redditi alti. L’Spd si è addirittura spinta oltre, e si è detta a favore di una sorta di “patrimoniale”. Punto sul quale i Liberali si sono detti fortemente contrari, poiché toccherebbe una fetta importante del loro elettorato.

L’Fdp ha peraltro presentato un ricorso alla Corte costituzionale tedesca per dimostrare l’incostituzionalità del cosiddetto «Soli» la tassazione nata per sostenere i costi della Riunificazione. Recentemente ridotta e abolita per i redditi bassi e rimasta solo per quelli più alti. Secondo il Tagesschau – il compromesso in questo caso potrebbe essere quello di aspettare la sentenza dei giudici di Karlsruhe.

Gli obiettivi di bilancio

In particolare i Verdi si sono detti pronti a contrarre nuovo debito soprattutto per sostenere gli investimenti nelle infrastrutture e una politica ambientalista coraggiosa. L’Fdp è invece per il freno all’indebitamento, sospeso durante la pandemia.

L'obiettivo di bilancio è tuttavia un ostacolo che potrebbe però essere aggirato se – come suggerisce l’economista Marcel Fratzscher dell'Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW), si creasse una riserva di 500 miliardi di euro già l’anno prossimo quando il freno del debito è ancora temporaneamente sospeso. Una riserva dedicata proprio a investimenti a lungo termine – ad esempio per energie rinnovabili, e in generale per infrastrutture e politiche ambientaliste. Punto sul quale Annalena Baerbock (Verdi) si è sempre detta irremovibile.

Il clima

Sul clima i tre partiti sembra vadano a tre velocità diverse. La Fdp vuole raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. La Spd entro il 2045 (come approvato dalla Große Koalition nella scorsa legislatura). E i Verdi vogliono dare un’accelerata: entro il 2040 – con l’uscita anticipata del carbone al 2030 (invece che al 2038) e il passaggio completo alle energie rinnovabili entro il 2035. Ma non è detto che non riescano a trovare un compromesso.

La politica sociale

Le posizioni di Spd e Verdi sono chiare. Sarebbero immediatamente d'accordo sull’aumento del salario minimo a 12 euro, uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Olaf Scholz. Qui, il compromesso con la Fdp potrebbe arrivare su un pacchetto di riforme che includa anche minijob e Hartz IV (sul quale tutti sembrano d’accordo sia necessaria una riforma).

Per appianare le disparità sociali, Spd e Verdi vogliono inoltre abolire il sistema sanitario a due livelli (con la corsia preferenziale dell’assicurazione sanitaria privata), proponendo un unico sistema di assicurazione sanitaria. Ma qui l’Fdp sembra ferma sul «no».

Tuttavia non sembrano così distanti nell'obiettivo di tutelare maggiormente famiglie e bambini. E anche l’Fdp è d’accordo per un aumento delle indennità per gli apprendisti e i genitori single.

Quanto piace la coalizione «semaforo»?

Secondo il sondaggio dell’ARD-Deutschland-Trend di oggi, tre terzi dei cittadini che vivono in Germania sarebbe favorevole a una coalizione “semaforo” guidata da Olaf Scholz. Ma se questa dovesse andare male, Fdp e Verdi si sono tenute aperte anche altre porte, non escludendo una coalizione Giamaika con l’Unione.

Sullo sfondo le dimissioni di Armin Laschet, leader della Cdu, che proprio in serata si è detto pronto a fare un passo indietro a lasciare la guida del suo partito.

Stand: 06.10.2021, 18:00