Cina nell’occhio del ciclone

Ascolta l'intervista a Gianandrea Gaiani

COSMO Radio Colonia - Beitrag 04.05.2020 05:52 Min. Verfügbar bis 04.05.2021 COSMO

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Cina nell’occhio del ciclone

di Giulio Galoppo e Francesca Montinaro

La Cina avrebbe intenzionalmente occultato le prove della pericolosità del Coronavirus a lungo, prima di ammetterne l’esistenza e la gravità. È quanto sostiene un rapporto stilato dai servizi segreti di più paesi anglosassoni, Ce ne parla a Radio Colonia Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa.

Mike Pompeo und Donald Trump

Mike Pompeo e Donald Trump

La Casa Bianca continua nel suo attacco alla Cina, ma i servizi segreti americani non si sbilanciano, così come anche gli scienziati, tra i quali, però, c’è chi osa esprimere scetticismo di fronte alle accuse del capo dello Stato, Donald Trump. L’accusa è che Pechino abbia nascosto la gravità della crisi per accumulare materiale medico e prepararsi all’emergenza.

Intanto, il quotidiano australiano Daily Telegraph cita un secondo rapporto. Si tratta di un testo redatto dall’intelligence del patto “Five Eyes”, i cinque occhi, ovvero Australia, Usa, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Canada, che contiene diversi punti estremamente critici sulla gestione della crisi da parte della Cina.

Oltre ad aver eliminato e distrutto prove sul Coronavirus, la Cina avrebbe imposto la censura e messo a tacere ricercatori, blogger, amministratori che volevano o potevano fare uscire da Wuhan informazioni relative al virus. Queste alcune delle critiche mosse all’interno di questa relazione. A Radio Colonia abbiamo approfondito il tema con Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa ed esperto di sicurezza.

Stand: 04.05.2020, 18:45