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Sgombero a Castelnuovo di Porto

Sgombero a Castelnuovo di Porto

di Marina Collaci

Chiude senza preavviso il centro di accoglienza richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto e 550 persone che avevano iniziato un percorso di integrazione devono ricominciare una nuova vita altrove

Proteste, Castelnuovo di Porto, Italien

Proteste a Castelnuovo di Porto

Il governo chiude i grandi centri di prima accoglienza e uno dei primi sulla lista è il Cara di Castelnuovo di Porto che ospitava 550 migranti provenienti da 25 paesi. Persone che hanno presentato la domanda per il diritto di asilo e aspettano un responso.

Annunciata all’ultimo minuto la chiusura ha lasciato tutti sorpresi: il sindaco, la cooperativa che gestisce il Cara e gli stessi profughi che negli anni dell’attesa avevano imparato l’italiano e si erano integrati nella comunità laziale. In 300 sono partiti per venire ospitati in piccoli centri in Piemonte, Toscana, Abruzzo e Molise, ma 220 persone sono dovute rimanere perché vulnerabili o malate. E in attesa di essere sistemate prima della chiusura definitiva del centro che sarà il 31 gennaio.

Gli abitanti del paese si mobilitano e offrono accoglienza. Temono per il futuro di molti di loro. Con il nuovo decreto sicurezza del governo molti migranti non vedranno accolta la loro domanda e non potranno ricevere più aiuti in strutture pubbliche.

Stand: 29.01.2019, 18:20