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Servono più case per tutti

Servono più case per tutti

di Giulio Galoppo e Francesco Marzano

I militanti di Casapound contestano con violenza l'assegnazione di una casa popolare a una famiglia di etnia rom a Casal Bruciato, alla periferia Est di Roma. Il vero problema, però, è un altro, come sottolinea Angelo Fascetti, dell'esecutivo nazionale dell’Associazione Inquilini e Abitanti (Asia USB).

Polizei schützt Rom-Familie vor Rechtsextremen

La polizia scorta la mamma della famiglia nella casa assegnata dal Comune

Non è, purtroppo, la prima volta che l’assegnazione di una casa popolare a famiglie rom o extracomunitarie scatena la furia di chi fa del rifiuto del “diverso da sé” il proprio cavallo di battaglia. La periferia romana è stata spesso teatro di scontri tra esponenti dell’estrema destra e chi, invece, dell’accoglienza e dell’antifascismo fa la propria bandiera. Nel mezzo, famiglie, spesso italiane ma rom, o di origine straniera, che prendono possesso dell’appartamento assegnato loro secondo quanto previsto da leggi, regolamenti e graduatorie.

Angelo Fascetti, dell’Unione Sindacale di Base, Associazione Inquilini e Abitanti, li definisce “episodi di guerra tra poveri”, alla cui base sta la cronica carenza di case popolari e dello stato di abbandono di quelle esistenti.

Secondo Fascetti, l’intervento violento e a sfondo razzista di Casapound, oltre che a fomentare l’odio, distoglierebbe, l’attenzione dalle cause reali della mancanza di alloggi, che non vanno cercate nell’assegnazione a famiglie rom o di migranti, bensì nella responsabilità di tutti i governi, di centro-destra e centro-sinistra, e ora anche quello giallo-verde, di aver abbandonato negli ultimi decenni qualsiasi politica sulla casa, riducendo all'osso il numero di case popolari in Italia.

Stand: 09.05.2019, 18:45