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I camalli contro la guerra

I camalli contro la guerra

di Agnese Franceschini e Francesca Montinaro

"Porti aperti alle persone e chiusi alle armi". Con questo slogan i lavoratori portuali hanno impedito che una nave saudita caricasse nel porto di Genova attrezzature per la guerra nello Yemen. Ne parliamo con un testimone diretto: il giornalista Matteo Dell'Antico

Eine Arbeiterin des Genua Hafens mit dem Plakat: Geschlossene Hafen für die Waffen

Non è la prima volta che i camalli, come vengono chiamati i lavoratori della Compagnia unica del porto di Genova, bloccano navi con carichi di armi. Lo avevano già fatto nel 1971, con navi americane che andavano nel Vietnam e durante la Guerra del Golfo. Questa volta hanno impedito che due generatori venissero imbarcati su una nave saudita. Sarebbero stati destinati alla guerra nello Yemen. La protesta era partita dal porto francese di Le Havre dove si era impedito che la nave caricasse otto cannoni. Ma il blocco dei camalli è un messaggio anche per il ministro degli Interni Salvini. Per i camalli, infatti, i porti devono essere "chiusi alle armi, ma aperti ai migranti".

Stand: 23.05.2019, 18:15