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Balotelli e gli altri

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 07.11.2019 04:41 Min. Verfügbar bis 06.11.2020 COSMO

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Balotelli e gli altri

di Agnese Franceschini

Gli episodi di razzismo nel calcio italiano sono sintomo di un fenomeno diffuso che richiede misure decise. E se tutti i calciatori si rifiutassero di giocare? L'analisi di Agnese Franceschini

Kalidou Koulibaly

Grave l'episodio di razzismo contro Koulibaly a dicembre 2018

Mentre la procura di Verona indaga sugli autori degli ululati razzisti contro Mario Balotelli nella partita Hellas Verona-Brescia (03.11.19), il mondo del calcio si interroga se le misure intraprese finora per fermare il fenomeno siano sufficienti. Anche nella partita tra Roma e Napoli c'erano stati dei cori razzisti contri i napoletani e l'arbitro aveva interrotto il gioco per un minuto.

Il problema comunque resta quello di trovare e punire i responsabili. Per questo il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, vorrebbe introdurre le telecamere per il riconoscimento facciale e i radar sonori in tutti gli stadi italiani. Strumenti usati dall'antiterrorismo, che però violerebbero la privacy dei tifosie non sarebbero in linea con le leggi vigenti.

E purtroppo il razzismo nel calcio riguarda tutti, non solo i professionisti. Così di recente, in un campo di calcio in Brianza, è stato pesantemente insultato un bambino di colore di dieci anni. Un fenomeno che mette l'Italia allo stesso livello di paesi come la Polonia o l'Ungheria, dichiara Carlo Balestri, responsabile della cooperazione internazionale della UISP, Unione Italiana Sport per tutti. Ma forse basterebbe seguire la proposta dell'allenatore del Napoli Carlo Ancelotti: di fronte agli insulti razzisti, smettere di giocare.

Stand: 07.11.2019, 18:20