Live hören
Jetzt läuft: Las Penas von Klik & Frik

Il mondo del calcio in Germania e non solo

COSMO italiano 31.05.2022 22:10 Min. Verfügbar bis 31.05.2023 COSMO Von Francesco Marzano


Download Podcast

Il mondo del calcio in Germania e non solo

Stand: 31.05.2022, 17:01 Uhr

di Francesco Marzano, Agnese Franceschini, Vincenzo Savignano, Tommaso Pedicini

Se negli ultimi anni è il calcio inglese a farla da padrone in ambito europeo, in Germania si assiste al predominio del Bayern Monaco. La squadra bavarese, infatti, quest’anno ha vinto per la decima volta consecutiva la Bundesliga, segnando così un record europeo, almeno tra i campionati maggiori. Allo stesso tempo abbiamo una squadra come l’Eintracht Francoforte, che in Bundesliga è solo undicesima e però vince l’Europa League.

calcio

Quanti soldi ruotano attorno al calcio?

Le premesse del successo bavarese

La squadra bavarese macina record su record in  Bundesliga. In questa stagione il Bayern ha conquistato il suo 32esimo titolo con tre giornate di anticipo, vincendo in casa per 3 a 1 contro il Borussia Dortmund. È interessante notare che proprio il Borussia Dortmund è stata l’ultima squadra che ha vinto la Bundesliga prima che i bavaresi facessero questa incredibile serie di vittorie. Allora il BVB era guidato non a caso dall’attuale allenatore del Liverpool Jürgen Klopp e in quella stagione non solo ha vinto la Meisterschale, lo scudetto, ma ha anche umiliato i potenti bavaresi nella finale di Coppa di Germania, battendoli per 5 a 2. Per giunta lo stesso anno il Bayern perdeva la finale di Champions League contro un Chelsea in formato armata Brancaleone e arroccato in difesa. Una squadra come il Bayern non poteva permettersi di perdere così. Gli stessi dirigenti del Dortmund si rendevano conto che la reazione all’umiliazione subita in Coppa di Germania sarebbe stata durissima e così è stato. Da quel momento in poi i giocatori che avevano fatto grande il BVB sono stati comprati dal Bayern, a cominciare dal centravanti Lewandoski. Da allora nessun giocatore di valore è passato per la Germania senza indossare la maglietta del Bayern München, per non parlare di allenatori come, ad esempio, Pep Guardiola e Carlo Ancellotti.

Il declino della Bundesliga

Gli stessi tifosi del Bayern sembrano abbastanza annoiati dalla cronica assenza di una concorrenza reale nei confronti del Bayern , ma è soprattutto la Bundesliga che rischia di diventare un campionato privo di interesse, soprattutto per quanto riguarda i diritti televisivi. Nessuno vuole pagare per vedere sempre la stessa squadra vincere. La Süddeutsche Zeitung ha fatto un breve sondaggio tra esperti per sapere come si possa rendere il campionato più emozionante e aperto. Le proposte vanno dall’introduzione dei Play-off a, ad una più equa distribuzione dei soldi della UEFA.

La sorpresa del Francoforte in Europa League

Il Francoforte aveva già vinto nel 1980 l’allora Coppa Uefa pur essendo solo nono in Bundesliga. Il fatto è che la formula a gironi e poi ad eliminazione diretta dei tornei europei favorisce, a volte, proprio le squadre più deboli che si giocano le partite all’ultimo respiro, perché non hanno nulla da perdere. In questo caso il Francoforte si è assicurato almeno 60 milioni di euro, tra premio per la vittoria e partecipazione alla Champions League.

La legge sulla proprietà dei club in Germania

In Germania per le proprietà calcistiche vige la regola del 50+1. Vale a dire che gli investitori privati non possono avere più del 49% del controllo di un club, impedendo così a singoli grandi investitori di avere il pieno potere esclusivo sulle decisioni della società. Questo significa che le squadre per lo più appartengono ai tifosi che decidono di pagare la quota di iscrizione all’associazione. Ci sono comunque delle eccezioni come il Bayer Leverkusen e il Wolfsburg, squadre che appartengono a due aziende come la Bayer e la Volkswagen. In linea generale, quando un investitore detiene interessi nel club per oltre 20 anni può richiedere l’esenzione alla regola del 50+1 e questo ha favorito anche l’Hoffenheim, di proprietà di un singolo investitore.

Il caso del Lipsia

L’RB Leipzig è un caso a sé stante. Già il nome indica che per questa squadra, creata in provetta, valgono criteri ben diversi. RB sta per “RasenBallsport”, (un neologismo formato dalle parole prato e sport con la palla) ma suggerisce il nome della proprietà: Red Bull. In questo caso la regola del 50+1è stata aggirata con un artificio. Come molti altri club, la squadra di calcio professionistica è una società separata, posseduta al 99% da Red Bull e solo all’1% dal club stesso, il RasenBallsport Leipzig e.V. ma è il club che detiene il 100% dei diritti di voto. Va detto, però, che il club ha solo 17 membri votanti, tutti impiegati, o strettamente collegati, alla Red Bull.

L’esempio tedesco per l’Italia?

Anche in Italia si parla sempre di più di azionariato popolare proprio per rinforzare le squadre e avvicinarle ancora di più ai tifosi. D’altra parte, qualcosa da correggere c’è anche in Germania, altrimenti non si spiegherebbe come il Bayern Monaco possa avere un fatturato che supera di 285 milioni di euro quello della seconda in classifica: il Borussia Dortmund.

Calcio e finanza

Gianfrancesco Turano, giornalista ed autore di libri sui grandi affari, leciti e meno leciti, che ruotano attorno al mondo del calcio ci parla dei fondi d’investimento americani e arabi che comprano e vendono squadre di calcio. Sottolinea come il fair play finanziario non abbia ottenuto gli obiettivi prefissati, perché le grandi disparità economiche tra le squadre restano invariate. E spesso chi ha continuato a non rispettare determinati paletti e limiti finanziari ha vinto anche più di prima dell’introduzione di queste norme. Turano cerca di fare luce sul ruolo degli agenti dei calciatori che chiedono commissioni esorbitanti ai loro assistiti ma anche alle società di calcio. Infine una riflessione sulla Super Lega, il progetto, per ora naufragato, di un campionato europeo aperto solo ai club più prestigiosi.

Calcio e integrazione

calcio

Rappresentanti delle giovanili della Lupo Martini

In Bassa Sassonia, a Wolfsburg, da 60 anni esiste una realtà calcistica d'impronta italiana, il club Lupo Martini. Un club dalla lunga storia, iniziata nel 1962, che riuniva giocatori italiani, tutti “Gastarbeiter” arrivati in quegli anni in Germania. “Inizialmente c’erano solo giocatori italiani che si distinguevano anche per il loro temperamento”, racconta Giovanni Carboni, presidente della Lupo Martini. Ma con il tempo la squadra si è aperta agli stranieri e oggi è diventato un grande esempio di integrazione. “Ricordo quando nel 2009 venne a trovarci Luca Toni allora attaccante del Bayern Monaco – aggiunge Carboni, voleva vedere dove si allenava la squadra di Wolfsburg fondata dagli italiani”.