Berlinale e cinema in Germania ai tempi della pandemia

COSMO italiano 11.02.2022 21:37 Min. Verfügbar bis 11.02.2023 COSMO Von Francesco Marzano


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Berlinale e cinema in Germania ai tempi della pandemia

Stand: 11.02.2022, 18:00 Uhr

di Giulio Galoppo, Vincenzo Savignano e Francesco Marzano

Dopo la pausa virtuale del 2021, causata dalla pandemia di Covid-19, quest'anno la rassegna cinematografica torna nella sua sede storica di Berlino a Potsdamer Platz. A causa delle misure di anti-pandemiche si tratta di una rassegna ridotta. Ne parliamo con il regista Nicolò Bassetti, a Berlino con un documentario nella sezione Panorama. Mentre con Mara Martinoli, organizzatrice di eventi cinematografici di nicchia a Berlino, facciamo un bilancio delle tante difficoltà che hanno pesato sul settore in questi ultimi due anni.

Die Berlinale

Il ritorno del festival in presenza

Lo scorso anno la pandemia aveva costretto gli organizzatori a realizzare un festival separato, in due eventi distinti: il primo all'inizio di marzo per gli addetti ai lavori e la stampa, con una rassegna esclusivamente online, il secondo evento, per il pubblico, all'inizio di giugno, in presenza e esclusivamente in cinema allestiti all'aperto. Da ieri, 10 febbraio, la Berlinale però è tornata nella sua sede storica, anche se saranno rispettate misure di sicurezza anti-pandemiche molto rigide. Il festival è stato ridotto nella sua durata e la cerimonia di premiazione avrà luogo giovedì 16 febbraio, e non sabato 19 febbraio come previsto in un primo momento.

Le misure di sicurezza

Non ci saranno feste o ricevimenti. I red carpet si terranno a numero chiuso, così come le conferenze stampa. Il pubblico dovrà mostrare un certificato vaccinale che attesti le tre dosi di vaccino o la guarigione da una recente infezione da Covid-19. Inoltre, alla stampa è richiesto anche di mostrare ogni giorno l'esito negativo di un test effettuato  nelle 24 ore precedenti. La vendita e la prenotazione dei biglietti per le proiezioni è solo online. I biglietti devono essere acquistati con tre giorni di anticipo.

I film in rassegna

L'edizione del 2022 ha un numero inferiore di film rispetto alle precedenti edizioni. Anche questa è stata una decisione adottata per garantire massima sicurezza nelle sale. In concorso ci sono 18 film che competono per l'Orso d'oro, premio più prestigioso del festival, che sarà assegnato dalla giuria presieduta dal regista indiano M. Night Shyamalan, autore di film indimenticabili come "Il Sesto Senso", "Signs" e "The Village". L'Orso d'oro alla carriera andrà invece a Isabelle Huppert, presente al festival anche nel film "À propos de Joan", di Laurent Larivière. Il festival è stato aperto ieri, 10 febbraio, col film "Peter Von Kant" del regista francese François Ozon, liberamente tratto da "Die bitteren Tränen der Petra von Kant" del regista tedesco visionario Rainer Werner Fassbinder. L'adattamento di François Ozon, hanno commentato i critici che lo hanno già visto, è una satira implacabile del culto della celebrità.

Gli altri in corsa per l'Orso d'oro

Ci sono molti autori acclamati dalla critica come Rithy Pahn, Hong Sangsoo, Denis Côte, Claire Denis, Ursula Meier, Andreas Dresen e Ulrich Seidl, mentre in altre sezioni troviamo Andrew Dominik con un documentario con e su Nick Cave ma anche Bertrand Bonello, che presenta "Coma" e Peter Strickland, con "Flux Gourmet". A concorrere per l'Orso d'oro c'è anche un film italiano, "Leonora addio", di Paolo Taviani, per la prima volta a Berlino senza il fratello Vittorio.

L'Italia alla Berlinale

Taviani non è l'unico italiano presente al festival di Berlino. Distribuiti, infatti, nelle diverse sezioni della kermesse, ci sono cinque film che arrivano dall'Italia: nella sezione Berlinale Special Gala. Il maestro del cinema horror, Dario Argento, oggi ha presentato il suo nuovo film, "Occhiali Neri", che però sembra non aver incontrato il favore della critica. Mentre nella sezione Panorama saranno proiettati "Nel mio nome", di Nicolò Bassetti, "Una femmina", di Francesco Costabile, e "Calcinculo", di Chiara Bellosi. Da sottolineare che nella sezione Berlinale Classics, che presenta capolavori che hanno fatto la storia del cinema, giunge dall'Italia in prima assoluta mondiale un film italiano del 1962, "Mamma Roma", di Pierpaolo Pasolini, in una versione digitale completamente restaurata dalla Cineteca Nazionale. Mamma Roma è un capolavoro neorealista di Pier Paolo Pasolini con la grande attrice Anna Magnani. Quest'anno ricorre per altro il centesimo anniversario della nascita di Pasolini.

"Nel mio nome"

Nicolò Bassetti

Nicolò Bassetti

È il titolo del documentario che il regista Nicolò Bassetti presenta nella sezione Panorama alla Berlinale. La pellicola racconta la storia di quattro amici: Leonardo, Nicolò, Raffaele e Andrea, alle prese col percorso di transizione di genere. I quattro protagonisti del film raccontano se stessi e tematizzano più volte e in modi differenti la necessità di trovare una narrazione propria e singolare. Bassetti ci racconta i motivi che lo hanno spinto a realizzare questo documentario. In Italia intorno alle persone transgender c'è ancora un vuoto normativo, l'ordinamento giuridico non dà spazio a un terzo genere. E in Germania, con la cosiddetta "legge Transgender", serve ancora una perizia psicologica perché un tribunale decida di che sesso sei e se puoi cambiare nome.

La pandemia e le rassegne cinematografiche minori

Mara Martinoli

Mara Martinoli

Il settore dell'arte e della cultura in generale è stato uno dei più colpiti dalle diverse ondate pandemiche. Mara Martinelli ci parla di cinema indipendente, delle rassegne cinematografiche minori e alternative che ora lentamente e con grandi difficoltà tentano di ritagliarsi il loro spazio anche con sostegni finanziari privati.