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Dove viviamo meglio e perché?

COSMO italiano 20.12.2022 22:16 Min. Verfügbar bis 20.12.2023 COSMO Von Francesco Marzano


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Dove viviamo meglio e perché?

Stand: 20.12.2022, 17:09 Uhr

di Francesco Marzano, Enzo Savignano e Daniela Nosari

In Italia la città con la migliore qualità della vita è Bologna, in Germania Francoforte. Enzo Savignano fa il punto sulle città tedesche, le classifiche stilate, gli indicatori e i criteri presi in considerazione. Michela Finizio de “Il Sole 24 ore” ci parla delle città italiane, dove si vive meglio e quali sono i parametri presi in considerazione. Infine un’analisi di Francesco Sarracino, economista del benessere e dello sviluppo, spesso critico sulle classifiche relative alla qualità della vita nelle città. Che sottolinea l'importanza dei beni comuni e delle relazioni.

bologna

Bologna, la città italiana dove si vive meglio

Le classifiche in Germania

L’ultima classifica regionale è stata stilata dal consiglio degli economisti dell’Istitituto di ricerca economica di Colonia, IW, riguarda 400 circoscrizioni e si è basata su 14 indicatori. I principali sono le condizioni economiche generali, il mercato lavorativo e le condizioni di vita generale. Lo studio sostiene che le città del sud della Germania offrono condizioni e qualità di vita migliori rispetto a quelle del nord, ma queste ultime si stanno sviluppando meglio e in modo più dinamico rispetto a quelle del sud della Germania.

Nelle classifiche precedenti si dava maggiore importanza ai prezzi di appartamenti e case, sia per affitti che per acquisti e vendite, un fattore che negli ultimi anni è diventato sempre più determinante per stilare le classifiche sul vivere bene in Germania. In base a questi criteri fondamentali e basilari a giugno 2022 la città tedesca che offriva la migliore qualità di vita era Francoforte sul Meno, il cuore della finanza tedesca ed europea.

Mercato immobiliare: indicatore rilevante o problema?

Il costo delle case è ormai improponibile in molte città tedesche, ma Monaco di Baviera è l'esempio più lampante. Proprio Monaco è risultata spesso al primo posto fra le città tedesche più attrattve, nonostante sia sempre più difficile per i lavoratori trovare soluzioni abitative convenienti, non solo in centro ma anche in periferia. Condizioni simili si trovano in altre città che spesso si trovano in cima alle classifiche tedesche, come Amburgo, Düsseldorf e in parte anche Colonia.

Le sorprese tedesche

amburgo

Amburgo, in cima alle classifiche

In grande ascesa nelle ultime classifiche ci sono le cosiddette città dell’automobile, sedi delle grandi case automobilistiche come Wolfsburg (Volkswagen) e Ingolstadt (Audi). In queste due città di medie dimensioni, entrambe non superano infatti i 130.000 abitanti, secondo gli esperti si è sviluppata una fitta rete di fornitori ed è presente un numero sempre maggiore di ingegneri e accademici. In ascesa nelle classifiche anche le città legate all’industria tecnologica e alle case farmaceutiche come Mainz, dove ha sede la Biontech, l’azienda che ha sviluppato il primo vaccino anti-covid e che sembra essere in continua ascesa per qualità della vita.

Il caso Berlino

Berlino, la capitale, da una parte cala nelle classifiche, perché resta una città con un elevato tasso di criminalità e uno dei più alti tassi di disoccupazione giovanile. D’altra parte però Berlino continua a rimanere una delle principali mete turistiche della Germania e garantisce una rete molto organizzata ed efficiente di trasporti pubblici. Straordinaria inoltre l’offerta culturale e per il tempo libero.

Alcune città dell’est della Germania, sostiene sempre l’IW di Colonia, negli ultimi anni stanno subendo un rapido cambiamento, come Magdeburg, e stanno scalando posizioni anche Lipsia, Dresda e Potsdam, città che ormai sono importanti poli universitari tedeschi.

In fondo alle classifiche

I fanalini di coda continuano ad essere alcune città della Ruhr. Il declino industriale e, di conseguenza, anche i mercati immobiliari deboli rendono le città come Oberhausen, Bottrop e Gelsenkirchen sempre meno attrattive.

Il verde pubblico non sembra rilevante

Nelle classifiche il fattore degli spazi verdi non viene preso in considerazione. Ricordiamo per esempio che Berlino viene considerata una delle città più verdi d’Europa.

I criteri per determinare qualità e benessere in Germania restano spesso di carattere economico. La qualità di vita tedesca sembra quindi essere molto legata al tenore di vita, ai servizi e al reddito pro-capite, spesso più elevato grazie ad un mercato del lavoro con retribuzioni più elevate rispetto ad altri Paesi europei.

Interessante una statistica riportata dal portale Statista.de, risalente al 2019, che teneva conto dell'equilibrio fra il tempo dedicato al lavoro e il tempo libero, il cosiddetto work-life balance: qui Amburgo, Berlino e Monaco di Baviera risultavano ai primi posti a livello mondiale.

La situazione delle città italiane

Michela Finizio, redattrice e social media editor de "Il Sole 24 Ore", insieme a Giacomo Bagnasco e Marta Casadei ha curato la classifica delle migliori città italiane per "Qualità della vita" pubblicata pochi giorni fa.

“Non è facile per le realtà metropolitane oggi garantire quel benessere per la popolazione", mentre alcune realtà più piccole di provincia spiccano per un grande impegno soprattutto su alcuni indicatori, spiega Finizio. Milano, Roma, Torino scendono nella classifica del 2022, ma Bologna, nonostante sia una grande città, è arrivata al primo posto per qualità della vita offerta ai cittadini. Rientra sul podio anche Firenze.

In tutto, lo studio de "Il Sole 24 ore" ha tenuto presenti 90 indicatori, fra cui ad esempio la partecipazione politica, e va quindi al di là dei semplici indicatori di carattere economico, come spiega Finizio ai nostri microfoni.

L’analisi dell’economista esperto di benessere

Francesco Sarracino, economista esperto di benessere, qualità della vita e sviluppo sostenibile, guarda con scetticismo alle classifiche sul benessere e sulla qualità della vita nelle città. ”Il problema è che le misure che abbiamo sono inevitabilmente insufficienti”, spiega Sarracino, eppure basterebbe poco per creare spazi pubblici di qualità, trasporti pubblici efficienti e accessibili a tutti, insomma una città che rimetta al centro le persone invece che i consumi.

Alcuni indicatori secondo Sarracino son insufficienti o irrilevanti per determinare realmente il nostro benessere e la nostra felicità, perché la qualità della vita in fondo dipende molto dalle relazioni, e va considerata come un bene comune, non solo come un bene "privato", di singoli individui isolati.