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"L'Austria vive un'emergenza da tempo"

Ascolta l'intervista a Stefano Piazza

COSMO Radio Colonia - Beitrag 03.11.2020 05:53 Min. Verfügbar bis 03.11.2021 COSMO


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"L'Austria vive un'emergenza da tempo"

di Cristina Giordano e Filippo Proietti

Secondo l'esperto di terrorismo islamico, Stefano Piazza, l'attentato di Vienna dimostra la capacità dell'Isis di ricompattarsi dopo i colpi militari subiti. Dall'Austria partiti oltre 300 "foreign fighters". Una tedesca tra le vittime.

Trauer, Attentat, Wien

Fiori su uno dei luoghi dell'attentato

Dopo l'attentato di Vienna, il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, ha chiesto che gli autori della strage siano perseguiti con tutti i mezzi e confermato la matrice islamica. Ma ha aggiunto che: «Non si tratta di una disputa tra cristiani e musulmani o tra austriaci e migranti. È piuttosto una lotta tra chi crede nella pace e quei pochi che vogliono la guerra».

Secondo le informazioni confermate dal governo austriaco e dalla polizia, l’attentato si sarebbe svolto nel centro di Vienna a partire dalle 20:00 circa di lunedì 2 novembre. L’attentatore, prima di essere ucciso dalle forze dell’ordine, avrebbe sparato sui passanti colpendo 4 persone. Una donna tra le vittime è di nazionalità tedesca. Altre 22 persone sarebbero state ferite, almeno 7 delle quali sarebbero in gravi condizioni. L’Austria ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale.

Secondo quanto fino ad ora divulgato dalla stampa austriaca, l’attentatore sarebbe un giovane 20enne di origini macedoni e secondo quanto confermato dal ministro dell’Interno, Karl Nehammer, sarebbe un simpatizzante del cosiddetto Stato Islamico, pronto a unirsi ai combattenti jihadisti in Siria. Il 25 aprile 2019 sarebbe stato per questo condannato in Austria a 22 mesi per il reato di adesione a gruppo terroristico. Non confermato invece l’obiettivo della sinagoga, luogo dove si sarebbero sentiti i primi spari.

Le forze dell’ordine austriache sono alla ricerca di eventuali complici e fiancheggiatori, e sarebbero stati perquisiti una quindicina di appartamenti. Diversi gli arresti effettuati.

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier e la cancelliera Angela Merkel hanno espresso le loro condoglianze all’Austria. Il presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble ha lanciato un appello per una collaborazione più stretta tra le forze di sicurezza europee.

L’attentato austriaco si aggiunge ai recenti attacchi jiahidisti registrati in Europa, soprattutto in Francia. Secondo Stefano Piazza, esperto di terrorismo islamico e coordinatore dell’Osservatorio sul Fondamentalismo e sul terrorismo di matrice jihadista (O.F.T.) presso l’Università della Calabria, si tratta un atto ascrivibile al clima di odio alimentato da Erdogan, che ha chiamato i fondamentalisti islamici a rispondere alla vignetta satirica di Charlie Hebdo, in cui si ironizzava sulla incoerenza tra vita privata e messaggi religiosi.

Secondo Stefano Piazza, lo Stato Islamico non ha mia abbassato la testa, nonostante i colpi inferti al suo apparato militare, e continua a raccogliere consenso e combattenti, anche durante la pandemia. Dei circa 300 "foreign fighters" partiti dall’Austria, alcuni hanno il passaporto austriaco, una cinquantina sarebbero morti, ma altri sono tornati in Europa.

Stand: 03.11.2020, 18:31