Live hören
Jetzt läuft: Back to black von Amy Winehouse

Arginare il contagio

Arginare il contagio

di Cristiano Cruciani e Francesco Marzano

La maggior parte delle regioni italiane considerate a rischio: cosa fare al rientro in Germania. Si moltiplicano in Italia le ordinanze per contenere il contagio. Coprifuoco in Lombardia, Calabria e Lazio.

Coronavirus in Mailand

A Milano Navigli deserti per il coprifuoco

Quali regioni italiane sono considerate "a rischio"?

Dal 17 ottobre la Liguria e la Campania sono state inserite dalla Germania nell'elenco delle aree a rischio. A partire da domani (24 ottobre) si aggiungono alla lista anche Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Sardegna. 

Obbligo di tampone e quarantena al rientro in Germania

Tutti coloro che nei 14 giorni precedenti l'ingresso in Germania si siano recati in aree considerate "a rischio" (e quindi anche nelle suddette regioni italiane) devono esibire al rientro un certificato negativo al test SARS-CoV-2.Il test può essere effettuato prima della partenza ma non oltre 48 ore prima dell'ingresso in Germania e deve essere accompagnato da relativa attestazione medica. Tutti i documenti devono essere redatti in inglese o in tedesco. In alternativa il test può essere condotto direttamente nel luogo di ingresso in Germania (aeroporto, porto marittimo, autostazioni). Ove ciò non sia possibile, il test può essere eseguito in un secondo momento presso una struttura sanitaria abilitata, rispettando nel frattempo l'obbligo di quarantena. Il test è gratuito.

Nuove regole a partire dall'8 novembre

L'ambasciata italiana di Berlino fa presente che a partire dall'8 novembre le regole per chi fa ingresso in Germania da aree a rischio cambieranno: chiunque entrerà in Germania essendosi recato (non per mero transito) nei 14 giorni precedenti in un'area definita a rischio dovrà in linea di principio osservare un periodo di quarantena di 10 giorni. Solo 5 giorni dopo l'ingresso nel Paese sarà possibile effettuare un tampone, e soltanto quando si otterrà il risultato negativo sarà possibile interrompere l'isolamento. A partire dall'8 novembre NON sarà quindi più possibile evitare la quarantena presentando il risultato negativo di un test effettuato all'estero prima della partenza (salvo i casi di possibili eccezioni che saranno identificati dalla normativa).

Scienziati chiedono misure drastiche

A favore di misure drastiche da prendere subito, nei prossimi 2 o 3 giorni, si è schierato un gruppo di 100 professori e scienziati, che hanno mandato un appello al premier Conte e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Prendere misure efficaci adesso - hanno scritto - serve proprio per salvare l'economia e i posti di lavoro. Più tempo si aspetta, più le misure che si prenderanno dovranno essere più dure, durare più a lungo, producendo quindi un impatto economico maggiore".

E anche dalle Regioni continuano ad arrivare al premier richieste più restrittive. In prima linea il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che chiede il lockdown totale e il blocco della mobilità tra regioni e comuni.

Primi coprifuoco

Ma intanto si fanno i conti con lockdown notturni in Lombardia, dalle ore 23 alle 5 già da ieri sera, nel Lazio da mezzanotte alle 5 invece a partire da stasera. In Calabria lo stesso a partire da lunedì. La situazione è critica in Sardegna, dove il governatore Christian Solinas firmerà il provvedimento per una chiusura totale dell'isola - anche di porti e aeroporti - per 15 giorni a partire dalla prossima settimana.

Stand: 23.10.2020, 18:30