Gli aiuti che non arrivano

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COSMO Radio Colonia - Beitrag 17.02.2021 04:11 Min. Verfügbar bis 17.02.2022 COSMO


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Gli aiuti che non arrivano

di Cristina Giordano

Molti piccoli e medi imprenditori non hanno ricevuto i sussidi finanziari richiesti a novembre e dicembre per coprire le perdite dovute al lockdown. Su 9,6 miliardi di euro richiesti, ne sono stati pagati solo 5,6. Il ministro dell’economia Altmaier si difende, ma lo scontento cresce. Il punto di Cristina Giordano.

Geschfäfte geschlossen während des Lockdowns

Attività chiuse durante il lockdown

Il vertice

Durante il vertice di ieri (16 febbraio) il ministro dell’Economia Peter Altmaier (Cdu) ha parlato della crisi economica con oltre 40 rappresentanti di associazioni di categoria e ha inoltre annunciato l’arrivo di aiuti aggiuntivi rispetto a quelli già previsti. Un «Härtefallfond», un fondo di aiuti straordinario  e un'una tantum di 7.500 euro per i lavoratori autonomi che tra gennaio e giugno 2021 sono rimasti e rimarranno senza lavoro. Durante il vertice si è parlato anche dell'uso di test antigenici veloci per far ripartire i settori aperti al pubblico, come gastronomia e settore alberghiero.

La strategia

Obiettivo del vertice di ieri tra Altmaier e i rappresentanti di categoria era mettere a punto una strategia di uscita dal lockdown. Ad oggi, non sono emersi dettagli. Secondo Altmaier però si dovrebbe cominciare a pensare a una strategia di ripartenza economica generale. Ma la sfiducia tra piccoli e medi imprenditori cresce. A tre settimane dalla fine prevista del lockdown, manca ancora un piano concreto.

I ritardi degli aiuti

Ad oltre la metà di febbraio 2021, molti piccoli e medi imprenditori stanno ancora aspettando il pagamento dei sussidi richiesti a novembre e dicembre. Su 9,6 miliardi di euro di aiuti richiesti, ne sono stati pagati solo 5,6 miliardi. «Il ministro dell'Economia Peter Altmaier (Cdu) aveva promesso un bazooka e invece è arrivato con una fionda» – critica il governatore bavarese Markus Söder (Csu). I ritardi sembrano essere dovuti a problemi del software con cui i Länder raccolgono le domande prima di inviarle al ministero federale dell’economia. Problemi risolti ma che per ora non cambiano la situazione.

Per Francesco Iacopelli, con una piccola impresa di ristrutturazioni a Berlino, un passo indietro rispetto ai sostegni offerti nella prima fase della pandemia, quando per lui è stato tutto molto veloce e racconta:

«Nell’arco di 24 ore precise mi è stato fatto un bonifico. Non dico la cifra ma mi ha fatto venire una lacrimuccia perché non potevo pensare di essere tutelato in questa maniera e con questa velocità».

Gli ostacoli

Gli aiuti per far fronte alle perdite dell’ultimo lockdown da inizio novembre fino alla fine dell’anno coprono il 75% del fatturato dello stesso periodo dell’anno precedente. E oltre ai ritardi, molti lamentano l’eccessiva burocratizzazione nel presentare la domanda, resa più complessa anche per limitare le possibili truffe.

Francesco Iacopelli, piccolo imprenditore a Berlino:

«Il secondo non l’ho richiesto perché ero intimorito dalla parte burocratica, è molto più difficile è molto più controllato e hai bisogno di un commercialista che ti spieghi quello che devi fare. E sicuramente ho pensato che non ne avevo bisogno.»

Stand: 17.02.2021, 18:25