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Accoglienza e disobbedienza a Palermo

Accoglienza e disobbedienza a Palermo

di Paola Fabbri e Francesco Marzano

Il sindaco Leoluca Orlando sospende il Decreto Sicurezza di Salvini a Palermo in quanto violerebbe diritti umani fondamentali. Lo seguono a ruota i sindaci di altre città. Dei motivi della disobbedienza e delle reazioni del governo ne abbiamo parlato direttamente col sindaco Orlando.

Leoluca Orlando

Leoluca Orlando

Sull'esempio del primo cittadino di Palermo, i sindaci di Napoli, Firenze, Parma e Bari si rifiutano di applicare le norme del Decreto Sicurezza di Salvini, diventato legge il 4 dicembre scorso. In particolare è contestato l'art. 13 che impedisce di concedere la residenza ai richiedenti asilo, precludendo loro così l'accesso a servizi come scuole pubbliche o servizio sanitario.

"La mia non è disobbedienza civile – afferma Orlando ai nostri microfoni – è esercizio delle mie funzioni di sindaco, perché in un sistema democratico esse prevedono anche la non applicazione di norme che sono in contrasto con i diritti costituzionali".

Orlando, intenzionato a ricoprire il suo ruolo di sindaco fino al 2022, come vogliono i suoi elettori, si prende tutta la responsabilità del divieto e si dice pronto – non potendosi rivolgere direttamente alla corte costituzionale – a seguire altre vie legali per difendere la propria persona e per combattere l'incostituzionalità del decreto.

Forte dell'appoggio degli altri sindaci italiani e di molti palermitani, in attesa di possibili sviluppi tramite il dialogo col Premier Conte, il sindaco continua a combattere il Decreto Sicurezza di Salvini perché in realtà "la sicurezza si fonda sull'accoglienza".

Stand: 04.01.2019, 18:30