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Abbandonati in Libia

Ascolta l'intervista a Gino Barsella

COSMO Radio Colonia - Beitrag 29.03.2019 05:32 Min. Verfügbar bis 28.03.2020 COSMO

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Abbandonati in Libia

di Agnese Franceschini e Francesca Montinaro

Nei prossimi mesi la missione europea Sofia pattuglierà il Mediterraneo, ma senza navi. Un errore, perché pur di non tornare in Libia i migranti sono pronti a morire. Ne abbiamo parlato con Gino Barsella, esperto di Libia e migrazione.

Libyen

Campo per profughi a Khoms in Libia (foto d'archivio)

Era stata lanciata dalla UE a maggio del 2015 dopo un naufragio con 700 morti nel Canale di Sicilia. Da allora l'operazione Sofia ha salvato migliaia di vite umane. Il suo ridimensionamento viene considerato una vittoria del ministro Salvini che proprio oggi (29.03.2019) decide di chiudere le acque territoriali italiane a tutte le navi che hanno migranti a bordo e dichiara la Libia porto sicuro.

Secondo Gino Barsella, esperto di Libia e migrazioni, è proprio questa politica la causa della disperazione di alcuni mgranti che hanno dirottato una nave petroliera che li aveva salvati e che li stava riportando in Libia. I graffiti visti da Gino Barsella nei centri di detenzione libici esprimono tutta la disperazione dei migranti: molti di loro o riescono a raggiungere l'Europa, o preferiscono morire, racconta Barsella. Che ricorda: la migrazione non si può fermare, si può solo gestire. E all'inizio dell'intervista risponde alla domanda di Francesca Montinaro: la Libia è un porto sicuro?

Stand: 29.03.2019, 18:30